Industriali: no a cambiali in bianco

02/06/2004


      MERCOLEDÌ 2 GIUGNO 2004

       
       
      Pagina 9 – Interni
       
       
      La concertazione riprende quota. Il neopresidente Montezemolo: non capisco perché ad alcuni questa parola non piace
      Industriali: no a cambiali in bianco
      D´Alema: una svolta verso il governo. Rutelli: basta ai gladiatori

      "La Confindustria non fa politica, niente deleghe in bianco a nessun governo"
      Il vicepremier Fini a Fazio: "Dal governatore una buona relazione anche se un po´ assolutoria"


      ROMA – Mandata in soffitta dal governo Berlusconi appena dopo il suo insediamento, la "concertazione" recupera la ribalta per volere dei sindacati, della Confindustria di Montezemolo, del governatore della Banca d´Italia, Antonio Fazio. Ieri il presidente della Fiat e degli industriali è tornato sul tema e ha addirittura coniato un termine nuovo, quello di "concertazione strategica". Montezemolo ha anche riaffermato l´autonomia della Confindustria dal potere politico: «Non daremo cambiali in bianco a nessun governo, Confindustria non fa politica, non si fa tirare dalla giacca da uno o dall´altro».
      «A qualcuno non piace la parola concertazione. Non capisco perchè. Bene, allora chiamiamola pure concertazione strategica», ha sentenziato Montezemolo. Che cosa significa? Lo ha spiegato lui stesso: «Lavorare insieme: mondo dell´impresa, mondo della finanza e mondo del lavoro, non per sostituirsi alla politica e al governo, ma per essere soggetti attivi del futuro del paese».
      Secondo Montezemolo, la concertazione è indispensabile per uscire da «una situazione di litigiosità permanente con l´impossibilità conseguente di fare accordi». Una visione che non era quella del suo predecessore D´Amato. Quest´ultimo considerava il governo Berlusconi un governo amico. Montezemolo invece annuncia che la Confindustria «non dà e non darà cambiali in bianco a nessun governo», promettendo che gli industriali giudicheranno «sui fatti, non sui programmi» e «non andranno dal governo di turno con il cappello in mano».
      Al coro di consensi a favore della concertazione non si unisce il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti, che parla di «guscio vuoto». «Bene Montezemolo che prende le distanze dal governo Berlusconi – dice il leader di Rifondazione – ma i contenuti del suo programma non mi convincono, non vorrei che ci sia una deriva neo-centrista». Il presidente dei Ds, Massimo D´Alema, promuove invece Montezemolo a pieni voti: «La svolta di Confindustria è un segnale chiaro: non vogliamo più il conflitto con i sindacati, vogliamo la collaborazione, perchè la sfida per la competitività del Paese non è quella della riduzione dei diritti dei lavoratori e della forza dei sindacato, ma quella dell´elevamento della qualità, degli investimenti nella ricerca e nella formazione».
      Secondo il leader della Margherita, Francesco Rutelli, «la concertazione è l´unica strada per governare la crisi economica, ma Berlusconi ancora una volta preferisce la linea gladiatoria».
      Il vicepremier Gianfranco Fini, invece, commenta, con un giorno di ritardo, le "considerazioni" del governatore Fazio: «Ha fatto una buona relazione anche se un po´ autoassolutoria».