Industria: il 15 mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil

02/02/2005

    mercoledì 2 febbraio 2005

    pagina 14 – economia e lavoro

    A metà febbraio a Milano si terrà l’assemblea nazionale dei delegati per fronteggiare la crisi, con Epifani, Pezzotta e Angeletti
    Industria: il 15 mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil

    Felicia Masocco

    ROMA Un «manifesto» che raccoglie le proposte dei sindacati comprese quelle sugli ammortizzatori sociali, e un’agenda di mobilitazione per tutti i lavoratori dell’industria. Mentre il governo fa seguire rinvio a rinvio e pensa bene di resuscitare le modifiche all’articolo 18, riprende da Milano il 15 febbraio l’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil contro la crisi industriale con la precisa richiesta dell’adozione da parte dell’esecutivo di una politica che affronti le troppe emergenze di oggi e che guardi oltre con qualcosa che, possibilmente, somigli ad una strategia. A Milano si riuniranno quattromila delegati e interverranno Epifani, Pezzotta e Angeletti, ma saranno i segretari generali di tutte le categorie dell’industria a definire, l’8 febbraio a Roma, la piattaforma che verrà discussa dall’assemblea e le forme di mobilitazione e di lotta.

    La situazione è talmente pesante che i lavoratori tessili hanno già fissato il loro sciopero, i metalmeccanici hanno lasciato intravedere il proprio e promettono battaglia anche i chimici: del resto basti guardare che cosa accade alle acciaierie di Terni o alla Fiat, all’Embraco e alla Barilla, o ai poli chimici della Sicilia, della Sardegna, di Marghera. Basti pensare allo stillicidio di chiusure e di delocalizzazioni che sta smembrando l’industria tessile.

    L’occupazione paga un prezzo altissimo, la produzione ha cadute allarmanti. E solo ieri il governo ha finalmente tenuto il vertice sulla competitività aggiornando quello che il 13 gennaio si tenne nella Sala Verde di Palazzo Chigi e che non ebbe alcun esito se si esclude l’ennesima crepa all’interno della Casa delle Libertà. Del famigerato decreto annunciato in pompa magna tra Natale e Capodanno non c’è traccia, e pensare che doveva vedere la luce entro gennaio. A quanto pare serve (ancora) una serie di «incontri bilaterali» con Siniscalco, poi si vedrà. Intanto le fabbriche galleggiano, ristrutturano o chiudono e i sindacati e le imprese aspettano da quasi un mese di essere riconvocati com’era stato promesso.

    L’appuntamento milanese segue quello romano sul Mezzogiorno e come questo fa parte del pacchetto di iniziative che Cgil, Cisl e Uil decisero in occasione dello sciopero generale del 30 novembre. È avvilente constatare come dopo due mesi e una Finanziaria non sia stato fatto nulla. «Non capisco che cosa aspettino – commenta la segretaria confederale della Cgil Carla Cantone -. Il 15 Cgil, Cisl e Uil presenteranno le loro proposte per la politica industriale, dall’analisi si deve passare alla definizione degli interventi necessari per rendere competitivo il paese e salvaguardare settori industriali, sia del manifatturiero che i comparti ad alta innovazione tecnologica». Per i sindacati il punto di partenza resta il protocollo sulla competitività siglato con Confindustria e la strada maestra è quella della ricerca, dell’innovazione e della formazione.