Industria delle vacanze, un asset a cui mancano strategie globali

17/02/2003




Lunedí 17 Febbraio 2003
TURISMO
Industria delle vacanze, un asset a cui mancano strategie globali


Il turismo rappresenta un asset strategico per il sistema Italia. Le recente legge di riforma del settore, la 135 del 2001, ne sottolinea l’importanza per la capacità di generare valore e per le dinamiche occupazionali, ma nel quadro internazionale la quota di mercato italiana è scesa nell’ultimo anno dal 5,9% al 5,6%, mentre cresce quella di alcuni Paesi concorrenti come la Spagna, che è salita dal 6,7 al 7,1 per cento. Uno dei limiti che pesano sullo sviluppo del turismo in Italia è l’assenza di una strategia complessiva, dovuta al fatto che il 95% dell’offerta turistica locale è prodotta da imprese con meno di cinque dipendenti e che le attività del comparto sono eterogenee e comprendono dall’accoglienza al trasporto alla produzione di servizi per il tempo libero. Il risultato è che, mentre la domanda si evolve rapidamente, il settore nel suo complesso non è in grado di rispondere adeguando prontamente l’offerta. Per risolvere questo problema il Centro studi Tor Margana – composto da esperti provenienti dalle università e dalle imprese e vicino a Forza Italia – ha prodotto un Libro bianco che, presentato ieri alla Borsa internazionale del Turismo di Milano, si propone come «il primo studio che sviluppa una visione strategica globale» del settore. Le Regioni. Il Libro bianco non si rivolge solo alle imprese, ma si inquadra anche in una prospettiva politico-istituzionale, che in questa materia è rappresentata soprattutto dal ruolo affidato alle Regioni. Il loro compito – secondo lo studio – si deve esprimere attraverso l’elaborazione di un Piano turistico regionale, che ha lo scopo di generare sinergie con la domanda sia nella fase intermedia (tour operator e agenzie di viaggio) sia in quella finale (il cliente). Stilare un Piano di questo tipo – spiegano i promotori – significa censire la dotazione del territorio, studiare le realtà concorrenti e stimare, sulla base dei dati raccolti, il posizionamento strategico da raggiungere. Una volta definito l’obiettivo, è possibile sviluppare gli interventi necessari a modificare la dotazione dell’area, intervenendo sulle risorse ambientali, ricettive e infrastrutturali. La carta dei diritti. Le attività delle diverse Regioni, cui spettano le competenze principali in questa materia, devono però svolgersi in un contesto generale di livello omogeneo. A questo riguardo lo strumento vincente può essere rappresentato dalla Carta dei diritti e dei servizi, che può diventare una chiave d’accesso al sistema italiano valida per i turisti di qualsiasi provenienza. Scopo principale della Carta è di garantire al turista soluzioni di facile accesso e di rapida attuazione per i problemi che possono emergere durante la vacanza. Per essere efficace, quindi, deve poggiare su un sistema di informazione diffuso e velocemente consultabile, sia a livello centrale tramite Internet e un call centre specifico, sia locale, appoggiandosi ai più importanti attori organizzativi sul territorio, dall’Apt alle Pro loco. L’ecosistema digitale. Quella proposta dal Libro bianco è una visione che punta molto sull’innovazione, con lo scopo dichiarato di rendere l’attività turistica più redditizia per l’operatore e soddisfacente per il cliente. In un quadro come questo assumono un ruolo fondamentale le nuove tecnologie, in particolare l’avvento in forme massicce dell’e-business che, se adeguatamente preparato, può rafforzare la competitività e creare dinamiche occupazionali positive. Il turismo – sottolineano i curatori del Libro bianco – è un comparto frammentato e ad alto contenuto informativo, per cui l’utilizzo in massa dell’Information and communication technology (Ict) e la conseguente integrazione fra i diversi attori possono sviluppare un nuovo rapporto con il cliente, che attraverso Internet ha maggiori possibilità di conoscere dettagliatamente l’offerta e di effettuare comparazioni. Il settore del turismo, del resto, ha già mostrato una vocazione in questo senso, contribuendo in misura rilevante all’aumento del giro d’affari legato all’e-commerce. Ora si tratta di sviluppare la fase successiva, passando dalle singole opportunità d’acquisto online a un sistema integrato basato sul digitale. La formazione. Per sviluppare un sistema con queste caratteristiche, tuttavia, è necessario incrementare il ruolo della formazione, mirata allo sviluppo di nuove professionalità con un forte tasso di specializzazione. Anche in questo campo il Libro bianco raccomanda la creazione di sinergie fra imprese ed enti pubblici, che possono elaborare un’offerta formativa adeguata, anche sfruttando appieno i finanziamenti del Fondo sociale europeo (Fse). Un circolo virtuoso fra formazione e sviluppo dell’Ict, dunque, può creare un effetto volàno soprattutto al Sud, cioè in quelle Regioni dove la disoccupazione è maggiore, ma è più forte la vocazione turistica.
G.Tr.