Industria Cosmetica: Operazione Limoni

15/09/2000



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INDUSTRIA COSMETICA
Operazione Limoni

Nasce un gruppo da 300 miliardi. Pronto a sfidare Arnault

di Antonia Matarrese

Il colpo grosso lo ha messo a segno nelle ultime settimane, riunendo sotto l’insegna Gruppo Limoni oltre 150 profumerie sparse per la Penisola, per un totale di 300 miliardi di fatturato. Con questa operazione Piofrancesco Borghetti, emiliano, ex avvocato e ora imprenditore trapiantato in Germania, ha fatto lo sgambetto nientemeno che a Bernard Arnault, patron del colosso francese Louis Vuitton Moet Hennessey (Lvmh) che, da qualche tempo, ha iniziato una campagna d’Italia per far conoscere il marchio Sephora, attraverso cui distribuisce i griffatissimi profumi della sua holding: da Guerlain a Christian Dior a Kenzo.

«Comprare aziende che vanno male e riportarle in attivo è la mia passione», dice Borghetti. E spiega: «Nel 1995 ho rilevato dalla Hoechst il marchio Marbert per venti milioni di marchi. Oggi con le sue creme e i suoi abbronzanti fattura 150 miliardi di lire e, dall’ottobre del 1997, è quotato a Francoforte».

Ora partirà l’assalto alle grandi catene di distribuzione: «Apriremo decine di shop all’interno dei magazzini Oviesse (gruppo Coin) che nasceranno dalle ceneri della Standa», promette l’ex avvocato. Un business miliardario: nel ’99, il mercato dei cosmetici distribuiti nei grandi magazzini è cresciuto del 5,9 per cento. Borghetti si sente forte e lancia la sua sfida a Monsieur Arnault: «In Italia siamo diventati i numeri uno. Possiamo dare del filo da torcere. Sephora è un bel contenitore, ma piuttosto freddo».

(21.09.2000)