Industria: cala l’occupazione. Censimento: boom dei servizi

10/05/2002






Miracolo economico in riva all’Adriatico

Industria, cala l’occupazione In febbraio persi 32.500 posti

Censimento, boom dei servizi

Per le grandi imprese è il peggior risultato dal 1995. Il «caso» del paese di Padre Pio

      ROMA – Lo chiamano già «miracolo adriatico» il prodigioso sviluppo economico della «dorsale orientale», registrato negli ultimi dieci anni dall’ottavo censimento Istat dell’industria e dei servizi. A rappresentare la crescita record degli addetti (»8,4% a fronte della media del 2,3% delle altre regioni italiane) tra Marche, Puglia, Basilicata e Umbria, c’è il boom di San Giovanni Rotondo, il paese del foggiano dove operò Padre Pio, il cappuccino che il 16 giugno diverrà santo. Soltanto negli ultimi tre anni, i pellegrini hanno creato 4 mila posti di lavoro nei servizi. A tirare c’è pure l’industria, in insediamenti come quello di Melfi. Ma proprio sul fronte della grande industria è arrivata ieri un’altra notizia, molto meno positiva: sempre l’Istat ha rilevato che in febbraio l’occupazione è scesa del 4,1%, con una perdita di 32.500 posti di lavoro. Si tratta del dato peggiore dal 1995. Molto più contenuto il calo nei servizi, con una flessione dello 0,5%, pari a 5.400 posti. D’altronde anche il censimento registra la vitalità del terziario e conferma la crescita nei comuni piccoli e medi. Nell’Italia del 2001 ci sono 4.138.219 unità locali (imprese, negozi, servizi, istituzioni e attività no-profit) in aumento del 6,9%. Il 23,9% appartiene all’industria (-3,6%), il 32,2% al commercio (-3,2%), il 36,9% ai servizi (»23,9%) e il 7% alle istituzioni. Gli addetti sono 18.773.824 (»4,4%) tra il 33% dell’industria (-9,6%), il 17,8% del commercio (»0,9%), il 29,5% degli altri servizi (»24,7%) e il 19,7% delle istituzioni (»9,9%).
      Il 73,3% dei Comuni registra un aumento di addetti. Nel Nordovest prevalgono gli addetti all’industria (37,8%) sia pure in calo del 13,4%, come nel triangolo Genova (-7,9%), Torino (-7,1%), Milano (-5%). Nel Nordest i lavoratori dell’industria sono il 38,5% ma aumentano quelli dei servizi (»29,3%). Al Centro i servizi registrano più addetti (32,5%) con i maggiori incrementi nelle Marche (»12,1%) e nell’Umbria (»6%). Al Sud i lavoratori si concentrano nei servizi (28,4%) e nelle istituzioni (26,8%) dove le isole piazzano il 31,8% degli occupati.
Antonella Baccaro


Economia