Industria, brusca frenata della produzione in luglio

17/09/2007
    sabato 15 settembre 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    Industria, brusca frenata
    della produzione in luglio

      La flessione (-0,4%) preoccupa i sindacati. La Cgil chiede un tavolo di confronto tra governo e parti sociali

        di Laura Matteucci

        FRENATA Un po’ peggio delle attese. In luglio, la produzione industriale è nuovamente in calo: le rilevazioni Istat segnano una riduzione dello 0,4% rispetto a giugno, dello 0,2% su base annua. In sette mesi, la produzione industriale mantiene comunque una crescita dell’1,4% tendenziale (indice grezzo). Gli economisti prevedevano una variazione nulla. Si amplia, invece, la differenza con la zona euro, che a luglio ha registrato un +0,6% rispetto a giugno, +3,7% su base annua. Le stime per agosto sono positive, ma intanto il rallentamento preoccupa i sindacati. La Cgil chiede un tavolo governo-parti sociali su produttività, competitività e qualificazione del nostro modello di specializzazione produttiva. Secondo la segretaria confederale Marigia Maulucci «l’attenzione si deve concentrare, soprattutto alla vigilia di una Finanziaria il cui scenario macroeconomico potrebbe essere peggiorato da una riduzione del tasso di crescita del pil, sulla ricerca dello strumento più utile per sostenere la ripresa». La proposta è «di sostenere la domanda di consumi, pesantemente messa in discussione da aumenti di prezzi e tariffe, e di qualificare l’offerta».

        Vediamo i dati nel dettaglio: ad arretrare sono i beni di consumo (-0,8% su base annua, nonostante il +0,5% su base mensile), i beni intermedi, cioè i beni che servono a produrre altri beni (-1,7% annuo, -1,5% mensile), e l’energia (-1,3% e -0,5%), mentre i beni d’investimento registrano un balzo del 3,2% (+0,3 sul mese). Tra questi, scendono i durevoli (-2,1% tendenziale), anche per problemi legati al credito al consumo. Il differente andamento di beni strumentali e beni intermedi mostra una certa incertezza delle imprese: in assenza di una domanda forte da parte dei consumatori finali, infatti, le aziende non rinunciano agli investimenti, e gli effetti si dovrebbero già vedere dai prossimi mesi, però non si aspettano risultati nel breve periodo, anche per le incognite rappresentate dalla domanda estera e dall’andamento di euro, petrolio e prezzi delle materie prime.

        Arretra del 2,2% la produzione di energia elettrica, gas e acqua. In calo anche pelli e calzature (-7,8%), apparecchi elettrici (-7,5%), legno esclusi mobili (-3,9%). Incrementi significativi invece per la produzione di apparecchi meccanici (+6,5%), raffinerie di petrolio (+4,4%), mezzi di trasporto (+4,1%). Accelera ancora la produzione di autovetture. A luglio l’aumento è stato del 23,6% su base annua, dopo il +22,2% di giugno. Nel periodo gennaio-luglio l’aumento è stato del 5,6%.