“Indulto” «Scomparso il lavoro nero»

31/07/2006
    sabato 29 luglio 2006

      Pagina 8 – Politica&Societ�

        La polemica

          �Scomparso il lavoro nero�

            Cgil critica �Bisognava escludere dall’indulto i reati contro il lavoro nero e la sicurezza sul lavoro�. Ieri un duro comunicato, dopo l’ordine del giorno del 25. Parlano Nerozzi, Agnello Modica e Rinaldini. Anche Bonanni (Cisl) si dice �preoccupato�

              Antonio Sciotto

                L’indulto non ha escluso i reati contro il lavoro, e ieri la Cgil ha diffuso un duro comunicato contro la decisione dei partiti di maggioranza e opposizione (l’arco dei due terzi che ha approvato il provvedimento). Un messaggio non certo indirizzato contro l’indulto in s�, ma contro la paradossale scelta di non includere tra i 26 reati stralciati quello che avrebbe dovuto essere inserito tra i primissimi (una volta deciso, oltretutto, di non operare un indulto universale). In un periodo in cui l’emergenza sicurezza � stata drammaticamente messa in risalto da episodi come quelli avvenuti sulla Siracusa-Catania, nella fabbrica di materassi nel salernitano, nei cantieri edili, dove a morire sono stati soprattutto donne e immigrati, sempre pi� spesso minorenni, precari o in nero, � necessario che la sinistra assuma questo tema – e il lavoro in generale – come �il� problema. La Cgil ne ha fatto una battaglia centrale, assumendo questa posizione in un ordine del giorno votato all’unanimit�, dopo il Direttivo del 25 luglio, ed � tornata a chiedere ragione.

                  �Anche con le aggiunte e le modifiche apportate dall’Aula, che escludono le pene accessorie, il reato di usura, e le pene pecuniarie oltre i 10 mila euro, resta invariata la critica della Cgil, in nome della propria rappresentanza sociale e sindacale – scrive il sindacato – Molti reati contro il lavoro e la sicurezza sul lavoro potevano essere esclusi dall’indulto e non lo sono stati, per questa ragione la Cgil ha dissentito e dissente. I reati contro il lavoro, ad esempio il lavoro in nero e la connessa evasione fiscale, vedono ridotte le pene pecuniarie. Uguale destino tocca ai reati connessi alla legge 626, che protegge la salute dei lavoratori, e anche per questi reati vengono ridotte le pene, sia pecuniarie che detentive, in particolare in caso di patteggiamento�.

                    Due giorni fa, prima del voto, avevamo sentito il segretario confederale Paolo Nerozzi, che spiegava come la Cgil non si esprimesse, �ovviamente, contro l’indulto in s�, di cui si sentiva il bisogno, ma contro la scelta di escludere i reati contro il lavoro�. Paola Agnello Modica, anche lei della segreteria Cgil, commenta il voto alla Camera: �Si parla di 1300 morti l’anno e oltre un milione di infortuni – spiega – Il fatto che non si sia tenuto conto di questa emergenza, mentre si discuteva di ben 26 stralci, lede la dignit� di chi lavora. Questo tema deve essere ritenuto importante almeno quanto l’articolo 18�.

                      Anche il segretario generale Fiom Gianni Rinaldini ha battuto sul chiodo dell’esclusione dall’indulto: �E’ una decisione incomprensibile, soprattutto se si considera che in passato da simili provvedimenti i reati contro il lavoro furono stralciati. Adesso, con tutte le manovre dei partiti, si rischia il ridicolo, quando invece il tema � serio: escludere i reati contro il lavoro, in un periodo di emergenza come il nostro, avrebbe un valore simbolico ancora pi� forte�.

                        Ieri si � espresso anche il segretario Cisl Raffaele Bonanni, che pur sottolineando l’importanza dell’indulto, chiesto da Giovanni Paolo II negli anni passati, ha affermato che la Cisl � �preoccupata perch� il ddl esclude solo in parte i reati sulla sicurezza del lavoro�.