Indotto Fiat, in crisi Fma a Pratola

01/02/2010

Si parla spesso dei cinque stabilimenti italiani della Fiat che assemblano auto, si parla poco (pochissimo) degli impianti che producono componenti per i modelli dell’azienda torinese. Tra questi c’è la Fma di Pratola Serra, colpita duramente dalla crisi. Come tutti gli altri lavoratori Fiat, anche quelli dello stabilimento in provincia di Avellino saranno in piazza per la manifestazione nazionale del gruppo e hanno promosso una giornata di sciopero per il prossimo 5 febbraio, per attirare l’attenzione sul loro caso. L’anno scorso i 2.000 dipendenti della fabbrica campana hanno lavorato in tutto appena 76 giorni. Meno perfino degli operai dell’ex Alfa di Pomigliano d’Arco, che nel 2009 hanno collezionato una novantina di giorni di presenza alla catena di montaggio. E per loro, il 2010 non sarà più roseo. Secondo le previsione della Fiom, le settimane di lavoro da aggiungere alla deprimente performance dell’anno scorso non saranno più di 4-5, con un’ipotesi di produzione di 230.000 motori diesel di medio-alta cilindrata: “A questi ritmi l’azienda potrebbe decidere di rinunciare a un turno di lavoro e licenziare un terzo della manodopera”, spiega Luciano Vecchia, segretario della Fiom di Avellino. Da novembre, la Fma è in cassa integrazione straordinaria. Una settimana di lavoro all’inizio di gennaio, pausa di tre settimane, una nuova settimana di lavoro a partire dal 3 febbraio. Dopo la cigs, in molti casi i management aziendali decidono per la ristrutturazione. È per questo che l’allarme è alto. “Siamo seriamente preoccupati – evidenzia il segretrario provinciale –, specie dopo la notizia che la Fiat produrrà un nuovo motore diesel di piccola cilindrata a Tichy, in Polonia”. A Pratola si realizzano i diesel di medio-alta cilindrata 1,6, 1,8 e 2,4 per le Alfa e le Fiat del segmento B prodotte a Cassino e a Pomigliano. “Sono almeno due le ragioni – spiega Giuseppe Morsa, delegato di fabbrica – che hanno determinato questa debacle produttiva: la fine dell’accordo con General Motors, in base al quale Pratola Serra produceva 800 motori al giorno per i modelli della fascia medio-alta di Opel, e l’esclusione delle auto attrezzate con i nostri motori dagli incentivi statali”.