Indicod capofila dell’intesa tra industria e distribuzione

08/06/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Indicod capofila dell’intesa tra industria e distribuzione per la qualità degli alimenti

    «Rilanciamo la fiducia delle famiglie»
    V.Ch.
    MILANO – Una mobilitazione della filiera del largo consumo per affrontare le sfide della sicurezza alimentare, del debutto dell’euro e della piena circolazione dei prodotti sul piano internazionale. Queste — come ha sottolineano ieri il presidente, Luigi Bordoni — sono state le sfide affrontate nei mesi scorsi da Indicod, l’istituto di industria e distribuzione che gestisce il codice a barre, e sulle quali si concentrano i maggiori sforzi. Bordoni ha ricordato il progetto di tracciabilità delle carni, gli investimenti sul fronte Internet, l’intesa strategica per l’euro che ha fatto scuola in Europa. Ma soprattutto ha indicato un nuovo fronte per Indicod: la modernizzazione dei centri storici italiani e il ruolo del commercio e dell’impresa; un megaprogetto che sarà sviluppato insieme a Confcommercio. A Indicod aderiscono 26mila aziende per un fatturato complessivo di 215mila miliardi. Come è stato poi discusso nel corso di una tavola rotonda, il consumatore oggi ha bisogno di risposte chiare da parte delle imprese. A confronto Ivano Barberini (presidente Legacoop), Nino Andena (presidente Aia e vicepresidente Coldiretti), Roberto Dorigo (amministratore delegato Ferrero), Carleric Haggstrom (amministratore delegato Ikea Italia), Benoit Lheureux (amministratore delegato Auchan-Rinascente) e Daniele Tranchini (amministratore delegato J. Walter Thompson). Dall’incontro è emerso con chiarezza che occorre perseguire tutte le strade necessarie affinchè le relazioni con il consumatore da parte dell’industria e della distribuzione siano più efficienti e trasparenti, per evitare il disorientamento indotto dagli shock alimentari. Condivisa anche la necessità che il nuovo Governo aiuti gli investimenti e i consumi in maniera equilibrata (nel caso di una Tremonti bis) senza creare disomogeneità tra i settori produttivi o squilibri nella domanda. Un’indagine sui consumatori realizzata da Renato Mannheimer ha poi messo in rilievo che c’è molta ansia tra gli italiani collegata al debutto dell’euro, soprattutto c’è incertezza sui prezzi e sugli arrotondamenti. Nelle conclusioni il vicepresidente di Indicod, Riccardo Francioni, ha sottolineato l’impegno di industria e distribuzione a studiare meccanismi che evitino questi tipi di problemi e ha rinnovato l’impegno dell’intera filiera del largo consumo per un debutto non caotico.
    Venerdí 08 Giugno 2001
 


   
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