Indice occupati in flessione

03/11/2004


             
             
             
             
            Numero 263, pag. 9
            del 3/11/2004
            Indice occupati in flessione
             
            GRANDI IMPRESE/ Dati Istat: servizi a +1,1%, industria in calo del 2,6%.
            Agosto a -0,4%. Persi 8 mila posti in un anno
            Bruno Mastragostino
            Rallenta l’emorragia di posti nella grande industria e si amplia il numero degli occupati nei servizi che da oltre un anno fanno registrare dati positivi, in particolare nel commercio e negli alberghi e ristoranti. Ad agosto, secondo i dati resi noti ieri dall’Istat, l’indice degli occupati nelle grandi imprese (500 e più addetti) è sceso a 95,7 (base 2000=100) facendo registrare un calo tendenziale dello 0,4% e una crescita mensile dello 0,1%. Nel dettaglio, l’indice delle grandi imprese dell’industria è calato a 88,9 con una flessione annua del 2,6% e una variazione mensile nulla, mentre l’indice delle grandi imprese dei servizi è salito a quota 100,7 determinando un incremento annuo dell’1,1% e mensile dello 0,1%. In valore assoluto, precisano i tecnici dell’Istat, c’è stata una perdita complessiva di circa 8 mila posti di lavoro, ma nell’industria c’è stato un calo di 21 mila posti mentre nei servizi si è verificato un aumento di 13 mila occupati.

            Insomma, nonostante il dato complessivo negativo, l’andamento dell’occupazione in Italia comincia a migliorare anche nelle grandi imprese. Infatti, sia il dato relativo ai servizi sia quello relativo all’industria appaiono come i migliori da oltre tre anni.

            In particolare, come accennato, sono comunque sempre i servizi che allungano il passo.

            Fra i settori, spiegano i tecnici dell’istituto di statistica, il risultato tendenziale migliore arriva dagli alberghi e ristoranti (+5%), crescita dovuta in parte anche alle assunzioni stagionali per il periodo estivo. Ma vanno bene anche il commercio e riparazione di beni di consumo con +3%, le altre attività professionali e imprenditoriali con +1,4% e i trasporti, magazzinaggio e comunicazioni con +1,1%, unico segno negativo quello dell’intermediazione monetaria e finanziaria (-1%). Nell’industria, invece, come già detto, si è rilevata una tendenza negativa diffusa, particolarmente evidente nelle industrie del tessile-abbigliamento (-5,4%), nella produzione di energia elettrica, gas e acqua (-4,7%) e negli apparecchi elettrici e di precisione (-4,1%).

            Le sole variazioni positive arrivano dalle altre industrie manifatturiere (+2,9%) e dalla produzione di mezzi di trasporto (+0,2%).

            Ancora ad agosto, secondo l’Istat, nella grande industria è emerso un calo del ricorso alla cassa integrazione guadagni, che con -7,3 ore rispetto ad agosto 2003 è adesso pari a 31,5 ore ogni 1.000 lavorate; ci sono state anche una diminuzione delle ore effettivamente lavorate (-5,5% tendenziale) e una flessione del ricorso allo straordinario (-0,3 ore su 1.000 lavorate), che fissa a 5,1 le ore sempre su 1.000, mentre le ore di sciopero sono apparse in lieve calo (-0,1 ore) attestandosi a 0,6 ogni 1.000; nei servizi la cig sale a due ore ogni 1.000 (+0,7 ore), le ore lavorate scendono dell’1,2% su base annua, mentre lo straordinario è pari a 6,1 ogni 1.000 ore lavorate (+0,4 ore) e gli scioperi a 1,5 ore ogni 1.000 (+1,4 ore).

            Quanto a retribuzioni e costo del lavoro, infine, nell’industria sono stati registrati aumenti tendenziali rispettivamente dello 0,3 e dello 0,7%, mentre nei servizi le flessioni sono pari rispettivamente a -1,5 e -1,8%. (riproduzione riservata)