Indennità di disoccupazione ordinaria e a requisiti ridotti per lavoratori a tempo determinato, lavoratori stagionali e lavoratori con contratto di lavoro a part-time

FILCAMS CGILINCA NAZIONALE

                                  Roma, 12 giugno 2002

Circolare n°

                              Ai Segretari Regionali FILCAMS
                              Ai Segretari Territoriali FILCAMS
                              Ai Coordinatori Regionali INCA
                              Ai Direttori Comprensoriali INCA
                              Al Dipartimento Politiche Sociali CGIL

OGGETTO: Indennità di disoccupazione ordinaria e a requisiti ridotti per lavoratori a tempo determinato, lavoratori stagionali e lavoratori con contratto di lavoro a part-time

Cari compagni,
sulla questione citata in oggetto le nostre strutture sono più volte intervenute fornendo indicazioni non sempre omogenee, anche per effetto di non sempre univoci pronunciamenti della magistratura e contrastanti comportamenti delle sedi operative dell’INPS.

La vicenda più rilevante è certamente quella legata ai lavoratori titolari di contratti di lavoro a part-time verticale su base annua (o ciclico) ed a come gli stessi debbano essere considerati durante le programmate sospensioni della attività lavorativa ai fini del diritto alla indennità di disoccupazione.

Come è stato più volte richiamato, sull’argomento si è formato un orientamento della Corte di Cassazione favorevole al lavoratore (sentenza n° 1141/99 e altre) preceduto da un pronunciamento di principio della Corte Costituzionale (sentenza n° 160/74), orientamento che è stato però in parte rimesso in discussione da un’altra sentenza della Corte di Cassazione (n° 3746/2000).

Poiché tali pronunciamenti hanno creato un contrasto di giurisprudenza, la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione con ordinanza del 14 marzo 2001, il cui pronunciamento dovrebbe definitivamente dirimere la questione.

Tale pronunciamento, tuttavia, non pare essere imminente, motivo per cui rimane al momento ferma la indicazione di presentare comunque le domande fermi restando i requisiti richiesti di natura contributiva (biennio di assicurazione e 52 settimane nel biennio, ovvero 78 giornate nell’anno di riferimento) e di natura oggettiva (iscrizione al collocamento e provvedimento di sospensione).

In questo momento abbiamo volutamente accantonato l’altro aspetto del problema e relativo alla disparità di trattamento fra le varie tipologie di part-time e relative modalità di prestazione della attività lavorativa, fermo restando che a conclusione degli incontri con il governo e a normative riassestate sia in materia di lavoro a part-time, sia in materia di ammortizzatori sociali, dovremo ridiscutere l’intera questione e decidere definitivamente un atteggiamento coerente di fronte ai lavoratori.

Vi è tuttavia una questione più importante, su cui accentrare la nostra attenzione, che coinvolge non tanto i lavoratori a part-time, bensì tutti coloro che annualmente si trovano di fronte alla necessità di decidere quale tipo di domanda di disoccupazione presentare, e cioè con requisiti ordinari o con requisiti ridotti, potendo ovviamente far valere entrambi i requisiti.

La valutazione effettuata fin qui, infatti, era spesso costruita sulla base della entità complessiva della prestazione che sarebbe stato possibile conseguire tenendo conto dei diversi meccanismi che sono alla base della determinazione del numero di giornate da indennizzare (l’aspetto relativo alla determinazione della quota giornaliera, infatti, difficilmente rappresenta elementi marcatamente diversi fra l’uno e l’altro ordinamento).

Gli elementi fondamentali che giocano a favore della indennità di disoccupazione a requisiti ridotti rispetto a quella a requisiti ordinari sono, infatti, da un lato quello relativo ai termini per la presentazione della domanda (31 marzo anno successivo in un caso e 68 giorni dall’inizio della disoccupazione nell’altro) e dall’altro lato il fatto di dover scontare nella disoccupazione ordinaria il periodo di carenza.

Su tale criterio di scelta è ora necessario riflettere con estrema attenzione poiché la giurisprudenza (e soprattutto le tesi difensive dell’INPS) cominciano ad attestarsi in ordine ad alcuni principi che riassumiamo nei termini seguenti:

a)la indennità di disoccupazione a requisiti ridotti di cui al DL n° 86/88 sarebbe nata in alternativa alla disoccupazione ordinaria e sarebbe accessibile solo in assenza dei requisiti richiesti per la prestazione principale; ne deriverebbe che se il lavoratore è in possesso dei requisiti ordinari e non presenta la relativa domanda entro il predetto termine dei 68 giorni potrebbe essere dichiarato decaduto dal diritto;
b)la indennità di disoccupazione a requisiti ridotti, per la sua specialità, sarebbe rivolta ai soli lavoratori discontinui (stagionali o a part-time) che per essere tali non debbono aver prestato attività lavorativa, nell’anno di riferimento, per più di 180 giorni.

A fronte del rischio che tali principi possano affermarsi è quindi necessario adottare tutti gli atteggiamenti di cautela che possono essere così sintetizzati:

1)se all’atto della cessazione o sospensione di un rapporto di lavoro (qualunque esso sia) il lavoratore può far valere i requisiti per presentazione della domanda di disoccupazione ordinaria, è necessario presentare tempestivamente tale domanda (comunque entro i 68 giorni) poiché la scelta “opportunistica” della domanda a requisiti ridotti potrebbe incappare nella intervenuta decadenza;
2)l’eventuale scelta della domanda a requisiti ridotti deve essere compiuta previo consenso del lavoratore interessato reso consapevole dei rischi e delle conseguenze in cui può incappare;
3)pur mantenendo ferma l’indicazione della domanda di disoccupazione per i lavoratori a part-time verticale su base annua con le riserve già elencate, per tali soggetti e per tutti gli altri che avessero già prestato attività lavorativa per più di 180 giorni nell’anno, o per i quali si presume che nel corso dello stesso anno verranno prestate più di 180 giornate lavorative, è necessario presentare tempestivamente domanda di disoccupazione ordinaria (comunque entro i 68 giorni) poiché anche in tale fattispecie la scelta alternativa potrebbe incappare nella intervenuta decadenza;
4)l’eventuale scelta diversa deve essere gestita con gli stessi criteri indicati al punto 2);
5)a fronte della difficoltà di prevedere con esattezza la consistenza della attività lavorativa su base annua è sempre preferibile adottare il criterio di cui al punto 3), fermo restando ancora una volta che la diversa scelta del lavoratore deve essere gestita con i criteri di cui al punto 2).

E’ del tutto ovvio che gli atteggiamenti di cui sopra potranno essere successivamente modificati in funzione della evoluzione normativa e giurisprudenziale.

E’ inutile sottolineare che il problema oggetto della presente circolare non è circoscritto ai soli lavoratori che fanno riferimento alla FILCAMS, per cui gli uffici INCA dovranno attivarsi affinché analoghi atteggiamenti siano tenuti anche da parte di tutti coloro che si trovano nelle medesime condizioni.

Per alcuni lavoratori del commercio, tuttavia, la questione appare particolarmente urgente e rilevante poiché il momento in cui la affrontiamo coincide temporalmente con i periodi di sospensione di talune specifiche attività quale quelle cui sono adibiti i dipendenti di strutture che hanno in gestione le mense scolastiche o altre attività similari.

Cordiali saluti.

p. la Segreteria FILCAMSp. il Collegio di Presidenza INCA
Marinella MeschieriVilliam Zanoni