Indennità di disoccupazione al 60%, accordo più vicino

14/06/2002


14 giugno 2002



Il Senato stralcia le modifiche all’articolo 18. Revoca del sussidio con il rifiuto delle offerte

Indennità di disoccupazione al 60%, accordo più vicino


Ieri nuovo incontro tra governo e parti sociali. La Cgil contesta le delegazioni. Pezzotta (Cisl): atto grave

      ROMA – Governo e parti sociali (Cgil esclusa) procedono a grandi passi verso l’accordo. Ieri al ministero del Welfare si è lavorato molto sulla riforma degli «ammortizzatori sociali». Il sottosegretario Maurizio Sacconi ha confermato che l’indennità di disoccupazione verrà potenziata: «Sarà incrementata in entità e durata». L’ipotesi allo studio prevede un sostegno iniziale del 60% della retribuzione con un meccanismo a scalare nell’arco di 12 mesi (oggi l’indennità è pari al 40% fisso per sei mesi). Ma il sussidio verrà erogato solo se il disoccupato parteciperà a programmi di formazione. Altrimenti sarà revocato. Stessa cosa avverrà se il disoccupato rifiuterà la nuova occupazione offerta dai servizi per l’impiego o se verrà scoperto a lavorare in nero. A questo primo livello di ammortizzatori, assicurato dai finanziamenti pubblici (servono non meno di 700 milioni l’anno), se ne dovrebbe aggiungere un secondo su base mutualistica. Si tratterebbe di un sussidio tipo cassa integrazione, ma collegato allo svolgimento di attività di formazione, per i lavoratori delle piccole imprese e dei settori del terziario sprovvisti di sostegni al reddito in caso di periodi di inattività, spiega Raffaele Bonanni (Cisl). Il governo (presente il viceministro Mario Baldassarri) si è impegnato a concedere incentivi fiscali e contributivi alle aziende che finanzieranno i fondi necessari, gestiti con i sindacati attraverso enti bilaterali. Cisl e Uil sono soddisfatte, anche se aggiungono di voler aspettare l’incontro del 18 giugno con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul Dpef. Baldassarri ha precisato che il governo dirà quanti soldi ci sono per i nuovi ammortizzatori solo a settembre con la Finanziaria. Il Senato ha intanto votato lo stralcio dal disegno di legge sul lavoro di alcuni articoli, tra cui quello sulle modifiche all’articolo 18. Finiranno in un «Ddl bis» per il quale Sacconi ha preannunciato emendamenti «coerenti con gli esiti o comunque con lo svolgimento del negoziato». Degenera, intanto, la polemica tra i sindacati. Ieri la Cgil ha organizzato dei presidi davanti al ministero del Lavoro, subissando di fischi e insulti le delegazioni che arrivavano. Il leader della Cgil, Sergio Cofferati, dice che quella in corso «non è una vera trattativa». Replica Savino Pezzotta (Cisl): la Cgil sta attuando un «processo di criminalizzazione grave e forse anche un po’ pericoloso».
Enrico Marro

Confronto su quattro tavoli
      MERCATO DEL LAVORO
      Il confronto, oltre all’articolo 18 e all’arbitrato, riguarda incentivi e ammortizzatori sociali
      SISTEMA FISCALE
      Vanno definiti tempi e modi per la riduzione della pressione fiscale e per l’attuazione della riforma
      MEZZOGIORNO
      In discussione: utilizzo dei fondi strutturali, infrastrutture, delocalizzazione e sicurezza
      ECONOMIA SOMMERSA
      Da individuare le misure per far riemergere l’economia sommersa e le aziende che operano «in nero»

Economia