«Indagine sui criteri dell’Istat»

13/02/2004



        Venerdí 13 Febbraio 2004


        «Indagine sui criteri dell’Istat »

        Misure antinflazione – Dopo le polemiche, Marzano incarica la commissione di garanzia di controllare i metodi di monitoraggio dei prezzi


        MILANO – Il Governo passa al contrattacco sul fronte del monitoraggio dei prezzi e mette in mora l’Istat iniziando ad accendere i riflettori sul sistema di rilevazione dei prezzi al consumo da molti mesi ormai duramente contestato da associazioni dei consumatori, sindacati e forze politiche. Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha annunciato ufficialmente ieri, dai microfoni di Radio 24, di aver chiesto alla Commissione di garanzia sull’informazione statistica una valutazione sulla validità del metodo applicato dall’Istituto per il calcolo dell’inflazione, confrontandola con quelli di altri istituti. «Presto – ha assicurato Marzano – avrò i risultati e, quali che siano, ne riferirò agli italiani».
        La Commissione per la garanzia dell’informazione statistica è stata istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ambito del sistema statistico nazionale (Sistan). Si tratta di un organo collegiale indipendente (composto da nove membri) che ha il compito di garantire il principio di imparzialità e completezza dell’informazione statistica. Il ministro si è comunque affrettato a smorzare in toni. «Ho scritto alla Commissione di garanzia per l’informazione statistica, costituita non da uomini politici ma da professori ordinari – ha sottolineato Marzano – per chiedere di confrontare i metodi statistici utilizzati dall’Istat e quelli degli altri Istituti che si pongono in una posizione di contestazione e di critica». Marzano ha comunque difeso l’operato dell’Istat. «I dati dell’Istituto – ha aggiunto il ministro – sono ufficiali e accreditati a livello europeo. Non vedo come le rilevazioni di altri istituti, nel cui consiglio di amministrazione figurano peraltro molti politici possano essere preferite a quelle del l’Istat».
        Il nodo delle rilevazioni resta al centro del confronto. «Quattro correzioni in un anno e mezzo non si sono mai viste» ha denunciato il responsabile economico della Margherita, l’ex ministro Enrico Letta. «Mai registrato – ha rilevato – un livello di errori formali e tecnici ammessi dallo stesso istituto simile a questo». «Le correzioni – ha aggiunto – dimostrano che c’è un problema e quindi che bisogna andare a vedere per il bene di tutti, perchè se non c’è la certezza dei dati statistici è la fine». Un altro elemento chiave dello scenario – ha rilevato il vicepresidente di Confindustria, Guidalberto Guidi – è dato dal fatto che che permane una diffusa percezione di povertà tra gli italiani. «Fino a quando non entreremo in un circolo virtuoso per cui si riducono le tasse e l’impatto della contribuzione sia sulle imprese che sui lavoratori – ha specificato Guidi – è chiaro che la sensazione di essere più poveri esiste; Le retribuzioni di fatto non hanno perso nei confronti dell’inflazione, ma è venuto a mancare alla famiglia il reddito aggiuntivo della remunerazione del debito pubblico degli anni scorsi».
        «Il governo può cercare di irrobustire le difese contro l’inflazione» ha rilanciato il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi. Sono due le strade percorribili – secondo Sacconi – per contrastare l’inflazione: «Impegnare da un lato la Conferenza unificata Stato-Regioni-Città a tenere sotto controllo le tariffe locali dei servizi e, dall’altro, sostituire il controllo amministrativo dei prezzi, non più utilizzabile nel mercato unico europeo, con il controllo sociale, aiutato da alcuni strumenti pubblici». Sacconi al riguardo ha ricordato «il monitoraggio sui prezzi, messo a disposizione delle parti sociali che realizzano esse stesse un controllo sociale sui prezzi dei prodotti ritenuti essenziali e l’azione, prevista dalla Finanziaria, della Guardia di Finanza, ossia degli organi di repressione fiscale, sugli andamenti anomali dei prezzi».
        La Confesercenti ha intanto respinto nuovamente le accuse di speculazioni sui listini da parte dei negozianti.

        VINCENZO CHIERCHIA