Indagine: Le offerte di lavoro sono «old»

24/11/2000

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Venerdì 24 Novembre 2000
italia – lavoro3c
Indagine dell’Università di Padova: il 70% è per figure tradizionali.
Le offerte di lavoro sono «old»

(DAL NOSTRO INVIATO)
VERONA La net generation si confronta con il mercato del lavoro ma trova contraddizioni, incertezze, proposte confuse oltre che un sistema formativo che sembra estraneo agli scenari contemporanei in continuo mutamento.

Job, l’appuntamento che VeronaFiere dedica ormai da dieci anni al mondo del lavoro e della formazione professionale, ha indagato su questo difficile dialogo ma, cercando punti di contatto, ha trovato solo molti delusi.

Deluso Domenico Parisi, ricercatore del Cnr, che denuncia l’aggravarsi di una frattura in ambito scolastico fra chi ha una base culturale, ma non ha conoscenze tecnologiche e chi invece vanta questi nuovi saperi, ma non ha il supporto di quelli più radicati e antichi. Deluso Giovanni Costa, docente di economia all’Università di Padova, perché si parla troppo di new economy e troppo poco dei contenuti, dei significati, degli strumenti che sono correlati a questa potenzialità di innovazione. E deluso è anche il sociologo Domenico de Masi per un modello di formazione e di scuola che non tiene conto di quello che chiama ozio costruttivo, che non dà strumenti e suggerimenti per quel tempo libero che caratterizzerà i prossimi decenni.

Costa, con il suo gruppo di studio, ha monitorato il mercato del lavoro analizzando 7.291 offerte di lavoro apparse su tre quotidiani e sul Web. Il 70% delle proposte è per profili tradizionali, da old economy; il 16% per figure di transizione e solo il 14% è destinato a professionisti della new economy. E ancora le funzioni
offerte sono inquadrabili per una buona metà nel ramo
commerciale e di vendita, mentre per quanto riguarda i
settori la richiesta più forte viene dal manifatturiero. La
laurea viene indicata come requisito solo se molto specifica e di tipo tecnico; altrimenti meglio giocare le
carte dell’esperienza ma soprattutto la capacità di sapersi
relazionare.

Nessuno sembra sapere però chi dovrà formare i 60mila lavoratori su Internet che il mercato chiederà il prossimo anno né come questi dovranno essere preparati.

La scuola — ha ricordato il ministro della Pubblica istruzione, Tullio De Mauro — ha avviato un grande rogramma di cambiamenti, entro l’anno avremo una
diffusione dei pc che ci allineerà all’Europa, fra il 2001
ed il 2002 sarà completata la cablatura per la creazione di
una grande rete, ma tutti i sistemi scolastici sono in crisi difronte al futuro che avanza. Sarà importante — ha aggiunto — far capire agli studenti a cosa serve ciò che
sembra arida materia di studio.

La net generation riuscirà a districarsi ed a trovare una propria strada? Per il momento sembra preferire ancora la tranquillità, anche se old, del posto fisso.

Claudio Pasqualetto