Indagine interna sui fondi di Billè

13/10/2005
    mercoledì 12 ottobre 2005

    CONFCOMMERCIOIl Consiglio rinnova la fiducia al presidente ma amplia i poteri della commissione organizzazione

      Indagine interna sui fondi di Billè

        Miinacciate per due volte le dimissioni – Da Milano richieste di chiarimento sulle operazioni immobiliari con Ricucci

          Vincenzo Chierchia

            ROMA – Potrebbe essere definita una commissione d’indagine sul «fondo del presidente», più che per l’organizzazione, quella che sarebbe scaturita ieri dalla riunione del Consiglio confederale della Confcommercio, guidata da Sergio Billè. Un incontro che molti non esitano a definire come «insolitamente infuocato in molti passaggi», dopo una mattinata tutta dedicata all’incontro tra il vertice della Confederazione dei commercianti e il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

            Sulla riunione del Consiglio, che avrebbe dovuto discutere delle operazioni immobiliari e finanziarie alimentate dai fondi extra bilancio della Confederazione (il cosiddetto «fondo del presidente»), di ufficiale c’è un sintetico comunicato diffuso in serata «Il Consiglio generale di Confcommercio ha rinnovato piena solidarietà e fiducia personale e politica nei confronti del presidente Billè; ringraziando, Billè, da parte sua, ha tenuto a confermare al Consiglio confederale la tempestiva attivazione della Commissione per l’organizzazione, precedentemente istituita dalla Giunta della Confederazione».

            Questa commissione, decisa dalla Giunta del 28 settembre prima che divampassero in maniera massiccia le polemiche sull’acquisto dall’immobiliarista Stefano Ricucci – per 60 milioni (di cui 39 versati) – dell’edificio di Via Lima a Roma, amplierà di fatto i suoi compiti. Sarebbe stato Ferruccio Dardanello, compassato presidente dell’Unione dei commercianti del Piemonte, a suggerire questa soluzione per rimettere sui binari del confronto un clima molto pesante, e dare una mano, forse, all’amico Billè. I lavori del Consiglio sarebbero stati contraddistinti da momenti di tensione. Innanzitutto la presa di distanza da parte di una buona parte del vertice di Confcommercio dalle iniziative intraprese da Billè. In difesa del presidente si sarebbero schierati, tra gli altri, diversi rappresentanti delle Associazioni commercianti (Ascom) del Sud e della fascia adriatica. Positivo sarebbe stato il sostegno di Fabrizio Palenzona, vicepresidente Confcommercio.

            Alcune Federazioni di settore, invece, avrebbero maturato un atteggiamento contrario. La potente Unione commecianti di Milano avrebbe assunto una posizione critica nei confronti di Billè, e – secondo alcune voci – in una lettera il presidente Carlo Sangalli (assente perché in Cina in questi giorni) avrebbe chiesto spiegazioni sugli investimenti finanziari e immobiliari, puntando l’indice, al tempo stesso, sulla mancanza di informazioni. Critiche anche le posizioni espresse dai commercianti di Roma e del Lazio.

            Il sostegno aperto di diverse componenti del Consiglio – si sussurra nei corridoi di Confcommercio – non deve essere stata ritenuta sufficiente da Billè che avrebbe affermato, in un paio di momenti caldi dei lavori del Consiglio, di essere pronto alle dimissioni. Una mossa probabilmente dettata dal fatto che una votazione esplicita di riconferma – si vocifera – non avrebbe avuto un margine di assoluta certezza, visto forse l’atteggiamento non troppo favorevole che sarebbe stato assunto proprio dall’Unione di Milano.

            È il motivo per cui si sarebbe scelto di non effettuare una votazione finale. Ma non è mancato un piccolo giallo. Intorno alle 18,30 Billè avrebbe nuovamente profferito esplicitamente l’intenzione di dimettersi dall’incarico, abbandonando subito i lavori del Consiglio. Una mossa che sarebbe stata interpretata come "dimissioni acquisite" da parte di diversi consiglieri che avrebbero via via abbandonato l’incontro. Nel volgere di pochi minuti Billè sarebbe tornato sui suoi passi – si dice invitato dal presidente dell’Ascom di Napoli, Maurizio Maddaloni, e dal consigliere Ezio Ardizzi – e la seduta avrebbe potuto così proseguire per arrivare al compromesso finale della commissione con poteri rafforzati.

            Circola poi voce – ma sono solo indiscrezioni – che i dirigenti del sistema confederale siano stati invitati a non dare notizie all’esterno, pena il deferimento ai probiviri.

            La Commissione organizzazione, i cui componenti sono in corso di nomina, avrà dunque il compito sia di esaminare le problematiche organizzative sollevate dalle Ascom del Nord-Est riunite nella «Lega di Verona», sia di far luce sulle operazioni immobiliari e finanziarie attribuite a Confcommercio e alla gestione extra bilancio del «fondo del presidente». Nel corso dei lavori del Consiglio sarebbe stato chiesto, da diverse parti, che questi fondi (un centinaio di milioni, si vocifera), vengano resi pubblici e messi ufficialmente nel bilancio della Confcommercio.