Indagine Eurisko: Risparmi e consumi in calo

09/07/2003


mercoledì 9 luglio 2003
Pagina 30 – Economia
 
 
IL SONDAGGIO
Indagine socio-economica dell´Eurisko sulla percezione dei cittadini durante l´ultimo anno

Risparmi e consumi in calo
posto di lavoro meno sicuro
          Il Welfare ha perso colpi in Italia per il 55 per cento degli intervistati
          LUISA GRION


          ROMA – Compra di meno e ha più paura. Non riesce a risparmiare come una volta, e ha ormai scarsa fiducia sulla capacità della classe politica – tutta intera, maggioranza e opposizione – di restituire al paese sicurezza e progettualità. Così l´Eurisko, nel rapporto sulla situazione dei consumi che verrà presentato oggi, sintetizza le tendenze sulla propensione alla spesa e quella al risparmio dei consumatori.
          Quanto alle «riserve» il quadro è fosco: il 61 per cento degli italiani ammette che rispetto ad un anno fa gli accantonamenti della sua famiglia sono diminuiti. Il periodo peggiore è stato quello degli ultimi sei mesi (da novembre a maggio) durante i quali, seppur lievemente, si è manifestata una certa tendenza alla ripresa dei consumi. Chi ha comperato qualcosa in più rispetto ai tempi bui inaugurati dall´attacco alle Torri Gemelle, lo ha fatto rinunciando a mettere via gli ultimi euro. Non solo: il 61 per cento della popolazione è ormai convinto che nell´ultimo anno il rapporto qualità-prezzo sia peggiorato.
          La linea espressa dallo studio – dunque – è quella del vorrei, ma non me la sento. Vorrei risparmiare, ma non ci riesco. Vorrei mantenere intatto il livello della vita e la qualità della spesa, ma sono costretto a scegliere fra la qualità e la quantità delle cose da infilare nel carrello. E si privilegia la prima. C´è – va detto – una disperata attenzione a non scivolare, a non peggiorare la qualità dei consumi e della propria vita, ma bloccare gli entusiasmi è subentrata la «paura». Sia del clima sociale che aleggia nel paese che delle condizioni economiche.
          Il 55 per cento del campione intervistato all´Eurisko ammette infatti di valutare negativamente la sicurezza sociale del paese. Ha visto man mano crescere il suo timore verso i conflitti. E fra famiglia e società sempre più spesso si rifugia nella prima. Il 24 per cento si ritiene sufficientemente al sicuro, ma solo il 14 ammette di non temere nulla. Quanto al lavoro, la preoccupazione dominante è quella di perderlo. Rispetto ad un anno fa – sottolinea il rapporto – il 43 per cento degli intervistati si sente meno tranquillo rispetto alla solidità del suo posto di lavoro. Il 38 per cento non nota differenze rispetto al 2002, solo il 9 è convinto di aver raggiunto maggiori garanzie di sicurezza economica.
          Le prospettive immediate non sono granchè, anche perché è diminuito il grado di fiducia posto nella capacità della classe politica di far uscire dallo stallo il paese. Indipendentemente dal fatto che si parli di maggioranza o opposizione il «consenso» – negli ultimi sei mesi – è diminuito del 10 per cento.