Incontro sulla Cit con Letta

12/07/2005

    martedì 12 luglio 2005

    A palazzo chigi

      Incontro sulla Cit con Letta

        È arrivata a un punto di svolta la crisi del gruppo Cit. Oggi la vicenda sarà oggetto di un vertice a Palazzo Chigi, dal quale potrebbe venire il via libera definitivo al cavaliere bianco, l’ex presidente di Assolombarda Benito Benedini, che ha espresso da mesi l’interesse al salvataggio della storica azienda del turismo italiano.

        Le banche creditrici, Sviluppo Italia e il rappresentante di Livolsi (nel ruolo di advisor finanziario di Cit) si vedranno con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, per esprimersi su un piano di rilancio e sulla situazione debitoria della società. Dal 28 giugno la Compagnia italiana turismo è presieduta da Giulio Macrì, uomo inviato dalle banche, che è riuscito come primo atto a ottenere una dilazione per la controllata Italiatour, rilevata dal gruppo Alitalia. Contro la dichiarazione di fallimento della società, è stato opposto ricorso ed è stata ottenuta un’istanza di rinvio al prossimo 12 ottobre.

          Una vicenda ingarbugliata, che si trascina da diversi mesi e che ha visto l’uscita di scena del patron di Cit, Gianvittorio Gandolfi, che recentemente ha annunciato la vendita del pacchetto di controllo della società. Inoltre non è ancora andato in porto l’aumento di capitale di cui si parla da tempo.

            ´Ci auguriamo che la Cit riparta e non solo per i lavoratori dell’azienda, ma per tutto il turismo italiano’, ha osservato Rita Cintio del sindacato Filcams-Cgil, ´considerando che abbiamo rappresentanze in 18 paesi esteri. Speriamo che il governo e le banche ci mostrino una fiducia sufficiente’. Annamaria Pannunzio della Uiltucs ha sottolineato che ´la vicenda Cit è l’emblema di quel che significa una privatizzazione sbagliata’.

              I 1.336 dipendenti del gruppo sono in attesa degli stipendi arretrati: l’ultimo è stato erogato in gennaio e soltanto il 30 giugno i lavoratori hanno ricevuto un acconto di 1.000 euro ciascuno.