Inchiesta sulle Terme, l’assessore: «L’Avvocatura ha dato via libera»

04/03/2002

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Domenica 3 Marzo 2002


IL SINDACO: SIAMO I PRIMI A VOLERE TRASPARENZA SUL COMPLESSO DI AGNANO
Inchiesta sulle Terme, l’assessore: «L’Avvocatura ha dato via libera»

E gli investigatori esaminano i documenti e le delibere acquisiti negli uffici del Comune e in commissione

LUIGI ROANO
Un parere dell’Avvocatura del Comune ha dato semaforo verde all’assessore al Bilancio Enrico Cardillo. Il tema: l’atto con cui è stata chiusa la gara di partecipazione alla costituzione della società mista per la gestione delle Terme di Agnano alle stesse due società che già vi avevano partecipato quando in sella a Palazzo San Giacomo c’era prima Antonio Bassolino e poi Riccardo Marone.
È davvero complicata la vicenda del complesso termale napoletano. E gli investigatori stanno esaminando le carte acquisite nei vari uffici dell’amministrazione. «Fin quando si esaminano carte – ha dichiarato il sindaco – e ci si vuol vedere chiaro per me va benissimo». Gli investigatori si sono messi in moto dopo l’esposto del consigliere di An Amedeo Laboccetta. Secondo quest’ultimo l’Amministrazione invece di varare una società mista per la gestione del complesso avrebbe lavorato per l’alienazione delle Terme ai privati. Poi c’è la vicenda della gara che secondo l’esponente di An andava rifatta ex novo. «La delibera adottata dalla giunta – ha spiegato Cardillo – risolve quello che aveva contestato proprio Laboccetta, cioè promuovere una società gestione del complesso, non la vendita delle terme, io mi sono attenuto al parere dell’Avvocatura». E i legali dell’Amministrazione in verità hanno chiarito sì che la deliberazione di Cardillo rispetta i crismi di legge, ma che tuttavia gli equivoci nascono in un’altra epoca. Vale la pena ripercorrere le vicende del complesso per far chiarezza. Il punto più contestato risale al 23 luglio del 1999 quando fu indetta una «gara pubblica con procedura concorsuale per l’alienazione della quota maggioritaria del capitale sociale della costituenda spa a capitale misto per la gestione del complesso aziendale termale di Agnano con servizi accessori e contestuale approvazione del capitolato speciale di oneri». Come si evince dal testo ad essere formulata in maniera poco chiara è la lettera di offerta dove non è esplicitato con chiarezza che i privati possono partecipare alla sola gestione delle Terme, non all’acquisto delle stesse. Il bando viene pubblicato il 6 agosto dello stesso anno ma bisogna aspettare il 17 aprile 2001 perché il commissario prefettizio Palmeri, che reggeva le sorti di Palazzo San Giacomo desse corso alla procedura di assegnazione. Ad aggiudicarsi la gara fu l’Ati Clinic Center. Tuttavia lo stesso commissario con una successiva delibera, quella del 18 maggio del 2001, bloccò l’assegnazione su suggerimento dell’Avvocatura che intravide l’anomalia nell’atto deliberativo della gara. Secondo i legali del Comune la dicitura «alienazione dell’80 per cento del capitale sociale delle Terme alla costituenda società mista a maggioranza privata» avrebbe di fatto alienato il patrimonio delle Terme a terzi.