“Inchiesta” Le Rosse: «Scelgono i manager» (5/b)

14/10/2005
    giovedì 13 ottobre 2005

    Pagina 11

    "Inchiesta"

    Viaggio nel mondo Coop. Ultima puntata

      LE ROSSE

        «Scelgono i manager»

          Bersani (Ds): il rapporto con la politica

            Pierluigi Bersani, europarlamentare dei Ds, ha i titoli giusti per parlare di cooperative. E’ emiliano, conosce molto bene (anche da ex ministro) il sistema produttivo italiano e soprattutto ha rapporti diretti con il mondo Coop, soprattutto quello che fa riferimento alla Lega. Il processo di autonomia è cominciato, secondo lui, almeno venti anni fa. Inizialmente il gruppo dirigente era una funzione diretta delle scelte politiche (per i partiti laici il Pci, il Psi e i repubblicani, per le bianche la Dc). Poi le cose sono cambiate e i partiti sono intervenuti solo in casi di crisi evidente, come successe – tanto per fare un esempio – ai tempi della crisi della Granarolo, ai primi anni `90. Intervennero allora il Pci e la Dc, per evitare il disastro economico. Da quell’intervento emerse il nuovo gruppo dirigente (e l’attuale manager Sita), che ha marciato da solo negli anni successivi. Oggi Granarolo tenta di conquistare Parmalat. Da quei momenti il rapporto tra il partito e la coop cambiarano notevolmente ed è ovvio che nell’ambito delle coop rosse il riferimento politico è sempre la sinistra e viceversa per i partiti del centrosinistra nei rapporti privilegiati con le Coop. Ma Bersani dice di non ricordare neppure una riunione dei Ds in cui all’ordine del giorno sono state messe le Coop. Niente più «cinghia di trasmissione» dunque, ma strade parallele. Con la crescita esponenziale delle imprese cooperative oggi la scena potrebbe però cambiare di nuovo. «I partiti popolari, se vogliamo chiamarli così – spiega Bersani – devono fare da sponda politica e culturale alle cooperative, che sono comunque imprese. E proprio su questo punto sta emergendo una nuova riflessione anche tra i ds».

              La sponda che serve è relativa soprattutto alla missione delle cooperative e al mantenimento delle loro origini. Ci chiedono spesso, racconta Bersani, quale deve essere oggi la vera «meritevolezza» di una cooperativa, ovvero quale deve essere il loro carattere distintivo. Spesso i dirigenti Coop dicono che si tratta di vendere prodotti buoni (magari anche solidali) e di trattare bene i clienti-soci. Ma questo – dice Bersani – è quello che pretendiamo da tutte le imprese. «La vera specificità della cooperazione – spiega l’europarlamentare – sta nella capacità di essere l’impresa delle generazioni che si succedono e di essere impresa senza padrone. Oggi le coop sono effettivamente delle speciali public company senza l’assillo della trimestrale di cassa». Ci sono poi i problemi del controllo dei manager e quello dell’anacronismo della divisione tra le centrali cooperative nazionali. Grandi temi per una discussione che avrà sicuramente un seguito.

                (5.fine. Le precedenti puntate sono uscite: 29/9; 2/10; 6/10; 8/10)