“Inchiesta” Le Bianche: «Noi siamo autonomi» (5/c)

14/10/2005
    giovedì 13 ottobre 2005

    Pagina 11

    "Inchiesta"

    Viaggio nel mondo Coop. Ultima puntata

    LE BIANCHE

      «Noi siamo autonomi»

        Marino (Confcoop): «La Dc non c’è più»

          Luigi Marino è il presidente di Confcooperative, la centrale nazionale delle cooperative «bianche». Ma è lo stesso Marino a mostrare segni di fastidio quando si parla di coop rosse e bianche. «Uno degli effetti negativi del caso Unipol – spiega Marino – sta proprio in questo ritorno della definizione di coop rosse e della contrapposizione con le bianche. Noi abbiamo lavorato da tanti anni per tentare di superare questa definizione anacronistica e per far capire che il nostro pregio maggiore deve essere l’autonomia». Marino spiega di essere anche un po’ avvilito per la possibile chiusura che la vicenda Unipol potrà causare, nel senso dell’arroccamento di una parte del mondo cooperativo. Il presidente di Confcooperative, durante l’estate, si è espresso anche chiaramente contro l’operazione proposta da Consorte. Ma le sue dichiarazioni e le interviste rilasciate a vari giornali, non hanno mai avuto il segno della contrapposizione ideologica o pregiudiziale. Marino dice, per esempio, di aver criticato nel merito la scelta di Consorte, soprattutto sul tema dell’uso delle risorse dei soci per una impresa (la finanza) che prescinde o quantomeno travalica il normale settore di intervento delle cooperative, che sostanzialemente è la grande distribuzione alimentare.

            Marino ci tiene molto a precisare che la sua stessa esperienza come capo della Confcooperative dimostra la nuova autonomia dal mondo dei partiti. «Quando nel 1991 sono stato eletto presidente – dice Marino – non c’è stato nessun partito che ha esposto prima il suo gradimento, come sarebbe invece avvenuto in altre epoche. La scelta è stata tutta interna al mondo della cooperazione che evidentemente si riferisce a una certa area politica e a certi principi, che sono sostanzialmente quelli della dottrina sociale della Chiesa».

              Ora il caso Unipol potrebbe però determinare nuovi rischi politici. Secondo Marino, infatti, da una parte si potrebbe riaccendere appunto uno scontro interno al movimento cooperativo che invece dovrebbe tendere all’unificazione delle due centrali nazionali (la Lega e Confcoop). Dall’altra la vicenda di cooperative che pretendono di scalare una società quotata in Borsa come Bnl potrebbe scatenare chi vuole cancellare l’anomalia cooperativa una volta per sempre. Ci aveva provato per esempio, con un provvedimento di legge, anche l’attuale ministro dell’economia, Giulio Tremonti. Ma non è escluso che altri potranno tornare alla carica soprattutto a partire dalle questioni fiscali.

              (5.fine. Le precedenti puntate sono uscite: 29/9; 2/10; 6/10; 8/10)