Incentivi per rinvio pensioni

12/11/2002

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
268, pag. 5 del 12/11/2002
di Teresa Pittelli



I punti all’odg del confronto sulla riforma tra ministro del welfare e sindacati.

Incentivi per rinvio pensioni

Maroni: obbligatorio versamento del tfr nei fondi

Più incentivi economici per innalzare l’età di pensionamento. E versamento obbligatorio ai fondi pensione del trattamento di fine rapporto. Sono i punti all’ordine del giorno del confronto sulla riforma delle pensioni che parte oggi al ministero del lavoro, tra il ministro del welfare, Roberto Maroni, e le parti sociali. La proposta che Maroni sottoporrà ai rappresentanti di imprese e sindacati è una modifica della delega sulla previdenza finalizzata a rendere più appetibile per i lavoratori l’idea di rimandare l’uscita dal mondo del lavoro. ´Il meccanismo previsto dalla delega non è sufficiente a garantire un generale innalzamento dell’età in cui si va in pensione’, ha spiegato il ministro, ´perché non prevede abbastanza incentivi’. La previsione attuale consiste, infatti, nella possibilità di stipulare con l’azienda un nuovo contratto di due anni, una volta raggiunta l’età di pensionamento. E stabilisce che il lavoratore riceverà direttamente in busta paga l’equivalente dei contributi previdenziali che il datore di lavoro non è più tenuto a versare. Troppo poco, secondo Maroni, per garantire un reale impatto alla normativa. L’idea di Maroni non dispiace ai sindacati, disponibili a rivedere la norma a patto che non si parli di tagli alle pensioni di anzianità.

Ma non soddisfa le aspettative di Confindustria. In vista del confronto di oggi, infatti, il direttore di viale dell’Astronomia, Stefano Parisi, ha già sottolineato che oltre agli incentivi ´dovrebbero essere previsti disincentivi ai pensionamenti’. La Confindustria vorrebbe, quindi, che quella di oggi fosse un’occasione per rivedere l’intero impianto della delega, in modo da porre le basi per una riforma più strutturale delle pensioni. Oltre a quello dei tagli alle anzianità, però, ci sono molti altri fronti aperti dalla delega, che non a caso giace in commissione lavoro della camera da un anno. Il primo, è quello della decontribuzione da tre a cinque punti sui neoassunti, norma irrinunciabile sia per gli industriali sia secondo il ministro Maroni. Ma bocciata da Cgil, Cisl e Uil, che su questo punto sono pronti a dare battaglia.

Forti anche della probabile mancanza di copertura finanziaria della previsione che, secondo la relazione tecnica alla delega, a regime costerà all’Inps 6 milioni di euro. Il secondo terreno di scontro, del quale si parlerà già oggi, è la devoluzione automatica delle liquidazioni dei lavoratori ai fondi pensione.

Per Maroni ´solo questo tipo di finanziamento può garantire il decollo della previdenza complementare, che altrimenti sarà in deficit entro 10 anni’. Ma secondo i sindacati obbligare i lavoratori a rinunciare al tfr, che è una rendita sicura, per finanziare il fondo pensione, la cui rendita dipende dall’andamento dei mercati, ´è un esproprio’. ´Tra qualche anno emergerà con chiarezza che i rendimenti del tfr che si vuole scippare ai lavoratori saranno stati superiori agli investimenti finanziari dei fondi’, spiega Gian Paolo Patta (Cgil), che propone a Cisl e Uil ´iniziative di mobilitazione’, se l’esito del confronto confermerà le intenzioni del governo.