Incentivi pensioni: italiani indifferenti

13/04/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Primo Piano
Numero 088, pag. 3 del 13/4/2004
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Incentivi pensioni, italiani indifferenti
 
È quanto emerge da un rapporto di Bankitalia
 
Incentivi o meno, l’87% di chi ha deciso di andare in pensione prima del raggiungimento dei requisiti massimi non è disposto a cambiare idea, anche se gli venisse offerta la possibilità di cumulare per intero il trattamento previdenziale con il reddito da lavoro. Appena il 13% dei lavoratori, insomma, sarebbe pronto a posticipare la data, in cambio di qualche soldo in più.

Il dato è contenuto nel rapporto della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane nel 2002. Più nel dettaglio, il documento rileva che, tra gli occupati con più di 50 anni, il 56,1% pensa di lasciare la propria occupazione solo una volta raggiunta l’età massima di pensionamento, il 28,1% appena toccati i requisiti minimi di legge, mentre il restante 15,8% lega la propria uscita dal mondo produttivo ad altri fattori, come salute o problemi famigliari. Quanto alle aspettative sull’entità dell’assegno mensile, il 30,8% degli intervistati non sa valutarne l’adeguatezza ai futuri bisogni. Ma, tra chi risponde, ben il 71,7% ha la percezione che l’importo non sarà in grado di soddisfare le proprie esigenze. Nel 2002, comunque, risultava in crescita il rapporto tra pensione e ultimo stipendio, arrivato sino al 73% dal 68,8% del 1991. Ma allo stesso tempo il rapporto risulta in calo nelle attese di coloro che sono ancora occupati, dal 75,6% del 1991 al 67,8%.

Infine, l’indagine dell’istituto centrale guidato da Antonio Fazio si sofferma sull’età media in cui gli occupati prevedono di andare in pensione e che risulta pari a 63 anni per gli uomini e a 61 per le donne. Si tratta di un significativo aumento rispetto al 1991, quando gli uomini si attestavano a 61 anni e le donne a 58. Nel frattempo, l’età media effettiva di pensionamento di uomini e donne assieme è risalita dai circa 57 anni del 1995 fino ai quasi 59 del 2002.