Incentivi all’occupazione più facili

07/11/2002


ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
264, pag. 43 del 7/11/2002
di Daniele Cirioli


La Commissione europea ha approvato un regolamento che semplifica le procedure per gli aiuti.

Incentivi all’occupazione più facili

Sgravi per le nuove assunzioni senza autorizzazione dell’Ue

L’Ue facilita la concessione degli incentivi all’occupazione. Gli stati membri, infatti, potranno concedere sgravi fino al 50% (60% se disabili) delle retribuzioni e dei contributi assicurativi alle pmi che creano nuovi posti di lavoro o assumono lavoratori svantaggiati e/o disabili, senza dover richiedere la preventiva autorizzazione comunitaria. L’interessante novità è disposta da un regolamento adottato ieri dalla Commissione europea che resterà in vigore fino a tutto il 2006.

Incentivi più immediati. Per cogliere l’importanza del nuovo regolamento è sufficiente pensare allo sgravio contributivo triennale introdotto dall’ultima Finanziaria (articolo 44 della legge n. 448/01): un incentivo che si è perso nei ricordi, fermo al palo in attesa dell’autorizzazione della Commissione europea. Le nuove regole, infatti, eliminando tali lungaggini burocratiche, significheranno prima di tutto incentivi più immediati alle imprese, perché gli stati membri potranno procedere alla tempestiva concessione di agevolazioni, operando nei prestabiliti confini settoriali e dimensionali.

Il nuovo regolamento. Il nuovo regolamento si prefigge la finalità esclusiva di facilitare la concessione di aiuti di stato a favore dell’occupazione. In pratica, introduce un sistema d’esenzione per categoria di taluni tipi di questi aiuti di stato, entro determinati massimali. Il risultato è che gli stati membri non saranno più tenuti a notificare l’avvenuta concessione di tali aiuti alla Commissione europea, al fine di ottenerne l’autorizzazione preventiva. In particolare, gli aiuti presi in considerazione sono di due tipi:

a) a favore della creazione di nuovi posti di lavoro;

b) a favore della promozione delle assunzioni di lavoratori svantaggiati e disabili.

Ciò significa che solo le iniziative statali che rientrano in tali tipologie di agevolazioni, quando applicate in determinate regioni e/o a determinati settori, potranno evitare l’autorizzazione europea; gli altri aiuti all’occupazione (come per esempio quelli destinati a mantenere i posti di lavoro esistenti ecc.) continuano a necessitare del via libera della Commissione europea.

Incentivi alla creazione di posti di lavoro. La prima tipologia d’incentivi riguarda quelli a favore della creazione di nuovi posti di lavoro. In tal caso, il nuovo regolamento consentirà agli stati membri di disporre aiuti alle piccole imprese delle zone assistite di consistenza fino al 50% dei costi salariali dei nuovi assunti, per un periodo di due anni. Il regolamento, in particolare, dispone diverse intensità negli importi degli aiuti, in funzione del fatto che il posto di lavoro sia creato in una zona assistita o nelle regioni ricche, che sia creato da una piccola o media impresa, nonché del massimale degli aiuti a finalità regionale, applicabile a ogni zona. Le intensità, in pratica, sono le stesse previste dalle norme relative alle pmi per gli aiuti all’investimento.

Lavoratori svantaggiati e disabili. Per incentivare l’assunzione di disoccupati di lunga durata e di altri lavoratori svantaggiati, il nuovo regolamento consente agli stati membri di concedere alle imprese compensazioni fino al 50% dei costi salariali e dei contributi sociali obbligatori di un anno. Il regolamento individua quali sono le persone svantaggiate (si veda tabella); è comunque prevista una clausola di riserva che consente alla Commissione, previa notifica dello stato membro interessato, di considerare come ´svantaggiate’ altre categorie di persone. Per incentivare l’assunzione di un maggior numero di persone disabili, infine, le nuove disposizioni europee consentono agli stati membri di attribuire sgravi fino al 60% dei costi salariali e dei contributi sociali obbligatori di un anno, anche per compensare la minore produttività e gli oneri connessi all’adattamento dei locali e all’assistenza speciale richiesta. In tal caso, la definizione di persona disabile è quella prevista dalla legislazione nazionale.

Per il commissario europeo per la concorrenza, Mario Monti, il nuovo regolamento ´consentirà un’attuazione più rapida delle misure adottate dagli stati membri per creare nuova occupazione. È necessario’, ha aggiunto, ´privilegiare i finanziamenti quali gli aiuti generali a favore dell’occupazione, delle pmi e del capitale di rischio, che non sono destinati a singole aziende’. Secondo il commissario Anna Diamantopoulou, invece, ´il nuovo regolamento realizza il giusto equilibrio tra la creazione di pari condizioni di concorrenza tra imprese e la concessione di incentivi reali per inserire sul mercato del lavoro comunitario le categorie problematiche, quali i disoccupati di lunga durata, i disoccupati giovani e quelli più anziani’.