Inail: meno morti sul lavoro

04/05/2006
    gioved� 4 maggio 2006

      Pagina 12 – Economia & Lavoro

        Inail: meno morti sul lavoro.
        Ma � polemica con Anmil e sindacati

          �Sono sempre 1.200 all’anno, per� sono calati del 10 per cento�. �Ottimismo ingiustificato, dati parziali�

            di Felicia Masocco/ Roma

            L’Inail dice che le morti sul lavoro sono calate del 10% in un anno. Si stenta a crederlo. Se proiettato su un decennio il dato porterebbe ad azzerare le morti bianche, gran bella cosa, ma � possibile? I sindacati mostrano scetticismo e ancor pi� incredula � l’Anmil, l’associazione degli infortunati sul lavoro.

            Innanzitutto va detto che seppur in miglioramento il quadro tratteggiato dall’Inail resta gravissimo, perch� i morti sul lavoro sono pi� di 3 al giorno, 1200 l’anno, 17 milioni le ore di lavoro che si perdono. Nel corso del 2005 gli incidenti sul lavoro sono stati complessivamente 939.460, in calo del 2,8% rispetto al 2004, mentre i casi mortali accertati sono 1.195 in calo, appunto, del 10%. La cifra colpisce se non altro perch� non risultano nel mondo del lavoro trasformazioni tali da giustificare un’inversione di tendenza di questa portata. L’Istituto fa tuttavia notare che il dato � �parziale�, provvisorio, che occorre attendere per quello definitivo. Per� � �realistico� aspettarsi per il 2005 un numero di morti bianche inferiore a quello del 2004 (1.328 i morti sul lavoro), probabilmente al di sotto dei 1.300 casi.

            Illusione, �ottimismo ingiustificato� per il presidente dell’Anmil Pietro Mercandelli che in polemica con l’Inail fa notare che poi ogni anno a consuntivo i dati vengono rivisti al rialzo (magari lontano dai riflettori). Un altro elemento di analisi lo introduce la Cgil che con la segretaria confederale Paola Agnello Modica sostiene la necessit� di prendere in considerazione la malattie professionali e le morti che ne derivano. Poi c’� il lavoro nero, la sua alta incidenza: perch� se qualcosa � aumentato nel mercato del lavoro in questi anni � proprio il sommerso.

            Il presidente dell’Inail, Vincenzo Mungari ha calcolato in circa 28 miliardi di euro il danno economico procurato dagli infortuni sul lavoro. Per quanto riguarda i settori, la ripartizione vede l’industria con 318.909 infortuni totali, 518 dei quali mortali; l’edilizia con 99.837 incidenti, 253 mortali). Nei servizi gli incidenti sono stati 335.378, 434 dei quali mortali, mentre in agricoltura si sono registrati 66.220 infortuni, di cui 126 mortali. Tra i dipendenti pubblici gli infortuni sono stati 28.371, 13 dei quali mortali.

            Le donne rappresentano un quarto degli infortunati; pi� alta della media � invece la percentuale di incidenti (soprattutto mortali) che coinvolgono i lavoratori non comunitari, con 132 morti accertate nel 2005 e 113.553 infortuni complessivi. Per i lavoratori atipici il dato � in crescita, del resto lo � anche il loro numero: nel 2005, a fronte di un milione di parasubordinati assicurati all’Inail (+10% sul 2003), gli incidenti complessivi sono stati 7.678 (+8%).

              Circa il 6% degli incidenti mortali – continua la Cgil – accade il primo giorno di lavoro: �Facile pensare che si tratti di lavoratori non regolarizzati, assicurati solo al momento dell’incidente. Cos� come sappiamo che a causa della precariet� del lavoro molti infortuni non gravi non vengono denunciati�.