«In un anno le famiglie hanno perso 216 miliardi»

05/11/2002




5 novembre 2002
«In un anno le famiglie hanno perso 216 miliardi»

La Banca d’Italia: rispetto al 2001 bruciato un terzo dei titoli in portafoglio per la crisi dei mercati

      ROMA – In un anno la Borsa ha bruciato 216 miliardi di euro, pari a circa 418 mila miliardi di vecchie lire. È questo il volume del risparmio che si è volatilizzato con la crisi dei mercati azionari. Un terzo del portafoglio azionario delle famiglie italiane è andato in fumo. La fotografia dell’anno nero del mercato azionario è contenuta nel supplemento del bollettino statistico della Banca d’Italia. Il tracollo di Piazza Affari e delle altre Borse internazionali, cominciato prima dell’attentato dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers di New York, ha tagliato di netto la consistenza di azioni e partecipazioni, che nel secondo trimestre 2001 ammontava a 633,7 miliardi di euro, per poi scendere ai 417,5 miliardi dello stesso periodo del 2002, con una flessione del 34%: pari, appunto, a oltre 216 miliardi di euro.
      SALGONO I DEBITI – L’aumento del risparmio in titoli (» 9,28%) e in polizze assicurative (» 10,7%) ha parzialmente compensato la perdita di ricchezza messa da parte, che complessivamente si è ridotta di 175 miliardi di euro, pari a circa 350 mila miliardi di vecchie lire. Così, il totale delle attività finanziarie detenute dalle famiglie italiane è risultato al 30 giugno scorso di 2.502 miliardi di euro, il 6,56% in meno rispetto al giugno 2001.
      E mentre si assottigliano i risparmi, crescono i debiti, saliti a 316,7 miliardi di euro, con un aumento del 6,67%.
      IL RITORNO AI BOT – Delusi dalle perdite, i risparmiatori hanno via via abbandonato l’investimento in azioni, anche se la tendenza si è andata progressivamente attenuando: -8,13 miliardi di flussi netti nel quarto trimestre del 2001, -3,18 miliardi nel primo trimestre del 2002 e -2,82 miliardi nel secondo trimestre del 2002. Le famiglie sono invece tornate ad investire sui titoli di Stato. In un anno, le consistenze dei titoli a breve sono aumentate di oltre il 20%, arrivando a 27,7 miliardi di euro. Sostenuti anche gli investimenti in titoli a medio e lungo termine. La consistenza di Btp e Cct è ormai stabilmente sopra a quella delle azioni: nel secondo trimestre del 2002 lo stock ammontava a 623,5 miliardi di euro, con un progresso dell’8,84% rispetto allo stesso periodo del 2001.
      Gli investimenti in titoli di Stato sono aumentati complessivamente di 70,32 miliardi di euro nei primi sei mesi di quest’anno (»28,4 miliardi i flussi netti del secondo trimestre 2002, »41,9 miliardi nel primo trimestre), contro un incremento di 53,4 miliardi del periodo gennaio-giugno 2001.
      FUGA ANCHE DAI FONDI – La crisi della Borsa ha colpito anche i fondi comuni di investimento. Nel secondo trimestre 2001 le consistenze dei fondi ammontavano a 427,7 miliardi di euro e sono progressivamente scese a 365,1 miliardi, quasi 63 miliardi di euro in meno.
      Questo genere di investimento ha visto i risparmiatori fuggire sia nel secondo trimestre di quest’anno sia nello stesso periodo di un anno prima: i flussi netti delle quote di fondi comuni sono infatti diminuiti di oltre 5 miliardi di euro da aprile a giugno di quest’anno e di 3,8 miliardi nello stesso periodo 2001.
Enr. Ma.


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