«In un anno 1 milione di posti emersi»

25/10/2004

            domenica 24 ottobre 200

            sezione: PRIMO PIANO – pag: 3
            Il direttore dell’Inail Castro: gran parte dei nuovi lavoratori erano «in grigio o in nero»
            «In un anno 1 milione di posti emersi»
            DAL NOSTRO INVIATO
            EMILIO BONICELLI

            MODENA • Per la riforma del mercato del lavoro, in vigore da solo un anno e ancora nella fase di rodaggio, non è tempo di bilanci, ma già si colgono effetti positivi. Tra gli altri un forte contributo alla crescita dell’occupazione e all’emersione del lavoro sommerso. «Nei primi nove mesi del 2004 — spiega Maurizio Castro, direttore generale dell’Inail — vi è stato un saldo attivo netto di 110mila unità per le posizioni di lavoro parasubordinato e di 890mila unità per quelle di lavoro subordinato». Gran parte di questo milione di posizioni precedentemente appartenevano alla cosiddetta area del lavoro "grigio" o "nero". Contemporaneamente il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al livello record del 7,9% pur in presenza di un’economia che manifesta un tasso di crescita di poco superiore allo zero. • Certo tutto questo non è solo merito della legge Biagi, ma la riforma ha già dimostrato di essere «una buona legge», capace di funzionare «efficacemente» come «motore positivo dell’occupazione», che è tornata a crescere a un ritmo superiore a quello dell’economia.

            La valutazione positiva sul primo impatto delle nuove norme viene effettuata a Modena nella giornata conclusiva del convegno "Il mercato del lavoro in Italia a un anno dalla riforma Biagi". Tra i temi al centro del dibattito il possibile contributo della legge Biagi all’emersione dell’economia sommersa. Un problema di grande rilievo in Italia perché, continua Castro, «su un campione di 23mila aziende ispezionate dall’Inail, nel 60% dei casi si sono rilevati fenomeni di lavoro nero». In passato l’efficacia delle iniziative di contrasto è stata limitata, non solo a causa del limitato numero degli ispettori, meno di 5.000 uomini per oltre 5 milioni di imprese da controllare, ma anche per la frammentarietà degli interventi da parte degli enti preposti ai controlli.


            Con la riforma del mercato del lavoro, afferma Paolo Pennesi, coordinatore nazionale del Servizio ispettivo del ministero del Lavoro, molte cose stanno cambiando, a iniziare da un maggiore coordinamento tra i vari ministeri ed enti competenti. Nasce infatti in questi giorni la nuova Direzione generale per l’attività ispettiva, con commissioni di coordinamento della vigilanza a livello periferico alle quali partecipano anche rappresentanti delle forze sociali. Con la legge Biagi cambia infine, come spiega Pierluigi Nausei, del Centro studi servizi ispettivi del ministero del Lavoro, anche l’atteggiamento degli ispettori. Questi infatti non sono più solo «accertatori», ma diventano «consulenti dell’azienda su tutto quello che vuol dire mettersi in regola nella complessa e innovativa riforma del mercato del lavoro».