In studio debutta il Fondo sulla formazione

26/01/2004


        Sabato 24 Gennaio 2004

        NORME E TRIBUTI


        In studio debutta il Fondo sulla formazione

        Albi & competitività – Il ministro del Welfare ha autorizzato l’associazione che curerà l’aggiornamento dei dipendenti


        ROMA – I professionisti investono nella preparazione dei dipendenti. Il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ha infatti riconosciuto la personalità giuridica al «Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende a essi collegate» (Fondoprofessioni) e con decreto 408/03 ne ha autorizzato l’attività. I promotori. L’associazione è stata costituita dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo di lavoro degli studi professionali: Consilp-Confprofessioni, Confedertecnica e Cipa (per i datori di lavoro), Cgil, Cisl e Uil per i dipendenti. Fondoprofessioni si aggiunge così ai Fondi per i lavoratori dell’industria, delle piccole imprese, del terziario e per i dirigenti. «Fino al 30 giugno – spiega Gaetano Stella, presidente della Consilp – siamo impegnati a raccogliere le adesioni, da cui dipenderanno i finanziamenti. In questa fase di avvio possiamo contare sul contributo del ministero del Lavoro sia per le iniziative promozionali che per le attività istituzionali». L’obiettivo è curare l’aggiornamento dei dipendenti degli studi e delle aziende collegate, cioè i centri di elaborazione dati, le società di ingegneria e quelle di consulenza. «Con la formazione – commenta Stella – si danno maggiori garanzie occupazionali ai lavoratori e si migliora la competitività delle aziende sul mercato». «La qualità del servizio professionale – gli fa eco Carlo Daniele, presidente di Confedertecnica – si misura sull’offerta complessiva dello studio: la qualità è un fattore decisivo per la concorrenza in Europa. Dal miglioramento della formazione ci aspettiamo un aumento del "Pil" delle professioni». Per mercoledì – annuncia Sergio Splendori, presidente di Cipa – è fissato l’appuntamento dei "soci fondatori" per nominare i componenti dell’assemblea da cui verrà designato il consiglio di amministrazione. L’orientamento – fa sapere Stella – è di nominare personalità con grande esperienza nel campo della formazione delle risorse umane. Quindi, Fondoprofessioni dovrà elaborare il piano operativo di attività, distinguendo per obiettivi: per esempio, la promozione, l’analisi dei fabbisogni formativi, il monitoraggio, l’assistenza tecnica ai responsabili dei progetti. Il piano – che definirà anche le modalità organizzative del Fondo e i criteri per la selezione dei progetti formativi – dovrà essere accompagnato da un programma finanziario di durata biennale. Le regole generali. L’adesione delle aziende è volontaria: i datori di lavoro possono destinare ai Fondi interprofessionali il contributo dello 0,30% stabilito dall’articolo 25, comma 4, della legge 845/78. Per coloro che non vi aderiscono rimane fermo l’obbligo di versare all’Inps il contributo integrativo, secondo le consuete modalità. Risorse e adesioni. La legge prevede un sostegno finanziario per l’attivazione dei Fondi, attribuendo loro parte delle risorse derivanti dalla quota dello 0,30 versato dalle aziende. Tuttavia, dopo la fase di avvio, saranno i datori di lavoro che sceglieranno di aderire a un Fondo a finanziarlo attraverso il contributo. L’opzione non è limitata al Fondo del settore di appartenenza: l’adesione, che ha validità annuale, è revocabile, e si intende tacitamente prorogata se non disdetta. La procedura è gestita tramite l’Inps, al quale il datore di lavoro comunica l’atto di adesione al Fondo o la sua revoca tramite il modello di denuncia contributiva DM 10/2. La prima scadenza, per i Fondi che erano già stati autorizzati, è stata fissata al 30 giugno 2003, con effetto dal 1° gennaio 2004. Le successive adesioni o disdette dovranno essere comunicate entro il 30 giugno di ogni anno e produrranno effetti finanziari e contributivi dal 1° gennaio dell’anno successivo.

        MARIA CARLA DE CESARI
        MARIA ROSA GHEIDO