In Sicilia il 30 per cento lavora in nero

12/03/2002
La Stampa web







(Del 12/3/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
LA REGIONE CHIEDERA´ UN INCONTRO CON I PREFETTI
In Sicilia il 30 per cento lavora in nero

Il lavoro nero in Sicilia, come nel resto del Mezzogiorno, ha raggiunto ormai punte che si aggirano intorno al 30 per cento. Il dato è stato reso noto nella seduta di insediamento della commissione regionale per l’ emersione del lavoro sommerso dall’ ex senatore Michelangelo te di un più vasto disordine riconducibile a un rispetto parziale delle leggi in molti settori: sicurezza, fisco, ambiente, urbanistica. In materia di lavoro l’ attività, pur apprezzabile e meritevole, svolta in questi anni da Inps, Inail, Guardia di finanza e carabinieri non ha ottenuto risultati decisivi tanto che è stato necessario prorogare da giugno a novembre i termini previsti dalla legge per regolarizzare le situazioni». Russo ha perciò chiesto al governo regionale di «promuovere un incontro con i prefetti siciliani per fare il punto sul fenomeno ma anche per comprendere le remore che rendono difficile l’ applicazione della legge». La commissione, prevista dalla legge 488 del 1998, ha il compito di promuovere intese istituzionali e assistenza per il credito e la formazione alle imprese che stipulano contratti di riallineamento retributivo. La commissione è formata da 15 componenti sette dei quali sono designati dalle amministrazioni pubbliche e otto dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni dei datori di lavoro. A muoversi è anche il comune di Catania, dove un’ indagine telefonica su un campione di 1.500 persone fornirà ogni tre mesi all’ amministrazione comunale di Catania dati sufficientemente attendibili sull’ occupazione e sulla disoccupazione oltre ad informazioni che riguardano i percorsi lavorativi dei singoli individui e delle famiglie catanesi. La prima fase di interviste comincerà il prossimo mese.