In sciopero i 150 «soci»-lavoratori di una cooperativa che opera per la Rinascente

22/05/2001



 
   

Gli aumenti scomparsi
In sciopero i 150 "soci"-lavoratori di una cooperativa che opera per la Rinascente. Cancellati dei soldi dalle buste paga. Tra loro molti gli immigrati. E, a sorpresa, la Rinascente affida l’appalto a un’altra cooperativa
MANUELA CARTOSIO
MILANO

Nella busta paga di metà maggio non hanno trovato gli aumenti salariali conquistati due mesi fa con lo sciopero. Per questo ieri i 150 "soci" della cooperativa B.B. Service, in gran parte immigrati, sono tornati a scioperare, bloccando le attività al "Centro del Rondò" di Levate (Bergamo). E’ uno dei poli logistici del gruppo Rinascente (51% Ifil-Fiat, 49% Auchan) da cui transitano le merci destinate alle catene Upim, Brico Center, Iper e Rinascente. "Se non arrivano i soldi, noi non lavoriamo", hanno replicato compatti i soci a Gianluca Barabino, il presidente della cooperativa che li invitava ad entrare, con la promessa che i soldi sarebbero arrivati "presto". La parola di Barabino a questo punto vale zero perché la B.B. Service (con sede ad Alzano Scrivia) ha perso l’appalto. Scade alla fine del mese e la Rinascente ha cambiato cavallo, ha già firmato con la cooperativa Zapping, con sede a Roma. Quest’ultima, a quanto pare, ha fatto un’offerta più bassa. Mezzo miliardo in meno all’anno per far funzionare il "Centro del Rondò". Un bruscolino rispetto ai 2,2 miliardi di euro capitalizzati in borsa dall’Ifil, la cassaforte della famiglia Agnelli. Ma, si sa, è con questi risparmi sulla pelle (nera) degli altri che prosperano i veri signori.
I lavoratori – la definizione "soci" come in quasi tutte le cooperative è abusiva – sono preoccupati per il presente e per il futuro. Temono di rimetterci, oltre che l’aumento pattuito della paga oraria, le liquidazioni e le festività pregresse che dovevano essere erogate in due tranches entro maggio e giugno. A quel punto di Barabino potrebbero essersi perse le tracce. Ammesso si faccia trovare, dove andrà a prendere i soldi uno che non è riuscito a trovare neppure 30 milioni per pagare l’aumento salariale? E la Zapping, con mezzo miliardo in meno a disposizone, come potrà onorare gli impegni assunti dalla B.B. Service? Quanti "soci" confermerà e a che condizioni? Mentre scriviamo non lo sappiamo perché la Zapping per illustrare le sue intenzioni ha adottato un metodo singolare: ha diviso i lavoratori in due gruppi e li ha convocati per ieri e per questa sera – rigorosamente dopo cena – all’hotel Donizetti di Lalio. Rigorosamente ignorando il sindacato che al Centro del Rondò è presente. Mirco Rota, il funzionario della Filcams-Cgil di Bergamo che ha firmato l’accordo del 22 marzo con la B.B. Service, si è presentato anche senza invito.
"Più che delusi, i lavoratori sono arrabbiati", racconta Rota. Gli extracomunitari, ancor più degli italiani, sono fermamente intenzionati a non mollare. Sanno per esperienza diretta che con la nuova cooperativa "gli inconvenienti" sono destinati a ripetersi e qualcuno comincia a capire che "la responsabilità principale" di questa situazione sta in alto, "è delle Rinascente". Il marchio è prestigioso, ma dietro le quinte i metodi per tener basso il costo del lavoro sono sempre gli stessi: appaltare pezzi del ciclo produttivo a cooperative di comodo e poi "strangolarle" mettendole in concorrenza tra loro. Sulla figura del socio-lavoratore è stata approvata, poco prima dello scioglimento delle Camere, una legge. Impone alle cooperative di dichiarare a quale contrattato nazionale di categoria intendano aderire e di applicarlo. Però hanno ancora sei mesi di tempo per farlo. Nelle more, purtroppo, la Zapping non è tenuta a onorare gli impegni presi dalla B.B. Service. "Faremo di tutto per imporglielo con la lotta, nello stesso tempo dobbiamo convincere la Rinascente a bloccare i pagamenti alla B.B. Service. Quei soldi vanno usati per pagare il dovuto ai lavoratori".
Fabio Sormanni, segretario della Filcams Lombardia, definisce "arrogante" l’atteggiamento del gruppo Rinascente. Ha contattato la direzione nazionale dell’Upim, la catena più penalizzata dal blocco del "Centro del Rondò". Si è sentito rispondere che a loro "non interessa" quel che fanno le cooperative, "noi paghiamo un servizio e vogliamo che sia svolto, se la vedano loro". Vorrà dire che invece di un giorno di sciopero ne faremo tre, dice Sormanni. Il segretario della Filcams lega quel che sta succedendo al "Centro del Rondò" con la vertenza integrativa in corso per il gruppo Rinascente. Tra i punti rivendicati dalla piattaforma, la "responsabilità in solido" della Rinascente negli appalti e nelle terziarizzazioni. "E’ pacifico che le cooperative esistono e si moltiplicano solo perché servono alle aziende per abbassare i costi e per garantirsi una flessibilità selvaggia negli orari". Anche Mario Agostinelli, segretario della Cgil lombarda, sottolinea la "pesante responsabilità" della Rinascente e colloca la vicenda, che vede protagonisti immigrati extracomunitari, nei tentativi di creare "un mercato del lavoro di serie B". La Cgil sosterrà la lotta, garantisce Agostinelli, "anche con il coinvolgimento dei suoi dirigenti confederali".