In «rosa» sanità e servizi

09/07/2003




      Mercoledí 09 Luglio 2003
      ITALIA-LAVORO

      Indagine Unioncamere
      Dove sono le opportunità per le donne



      In «rosa» sanità e servizi


      MILANO – Ci sono le professioni tradizionalmente considerate appannaggio delle donne, come l’insegnamento, ma anche ambiti professionali "inediti" che spaziano dall’attività contabile, all’arte e alla moda, ai servizi alla persona e alle imprese. Il lavoro femminile scopre ambiti nuovi e conquista preferenze. Lo mette in evidenza Unioncamere che per la prima volta, in occasione dell’indagine annuale sui fabbisogni occupazione, ha chiesto alle imprese di dichiarare se, per lo svolgimento di specifiche mansioni, esse preferiscano assumere donne o uomini. Emerge così che ogni 100 nuovi posti di lavoro che le imprese intendono creare nel 2003, la quota di assunzioni femminili previste è del 20,3%, contro il 43,7% degli uomini: nel 36% dei casi, i due sessi hanno le stesse chance.
      È nella sanità, nella formazione, nella gestione organizzativa e nelle professioni che puntano sulla creatività, soprattutto nel campo della moda e del design, o sulle capacità relazionali che le donne hanno molto più chance degli uomini. Nella specifico hanno un futuro "in rosa" professioni come gli infermieri (44% donne e solo il 2% uomini), i fisioterapisti, i biologi e nell’insegnamento addirittura le donne battono gli uomini due a uno. Nella gestione d’impresa sono due le figure professionali che aprono i maggiori spazi per le donne: gli addetti all’amministrazione e gli addetti alla segreteria. In quest’ultimo caso le donne assorbono il 64,8% delle preferenze. Assai richiesta la presenza femminile nelle professioni legate ai servizi e alle vendite. In particolare, la componente femminile ha un primato assoluto nelle attività di cura alla persona, nell’assistenza socio sanitaria e nell’ambito del settore turistico. Mentre in un settore che resta nelle mani degli uomini, come la produzione industriale, fa eccezione il tessile-abbigliamento: dei 23mila operai che le imprese intendono assumere, il 48,7% saranno infatti donne, il 22,1% uomini.
      A livello territoriale, le regioni in cui si "concentra" la maggior richiesta di professionalità femminili, rispetto al totale delle assunzioni previste, sono il Trentino Alto Adige, l’Emilia Romagna, l’Umbria e la Toscana. Al contrario, le regioni in cui la quota di assunzioni di donne è più bassa sono il Molise, la Calabria, la Basilicata e la Puglia.

      S.U.