In pole position le agenzie del lavoro

13/10/2003



      Sabato 11 Ottobre 2003

      NORME E TRIBUTI


      In pole position le agenzie del lavoro

      La riforma Biagi – Dopo la pubblicazione del decreto legislativo si avvia la stesura dei provvedimenti di attuazione


      ROMA – Il ministero del Lavoro è sicuro di non mancare il primo importante appuntamento fissato dal decreto legislativo 276/03, che dà attuazione alla Legge Biagi. Ci sono poco più di trenta giorni per emanare le norme necessarie a rendere operativo il nuovo mercato del lavoro, il termine fissato dal provvedimento è infatti il 23 novembre (trenta giorni dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo). Ma i tecnici sono convinti di arrivare in tempi brevissimi al varo del testo che fissa le regole per le agenzie di somministrazione e la borsa telematica. Lo stato d’avanzamento dei provvedimenti d’attuazione del decreto legislativo 276 sembrerebbe, insomma, già a buon punto. Anche perché già in agosto sono stati costituiti appositi gruppi di lavoro al ministero. Soprattutto sulla parte considerata principale, quella che riguarda appunto la riforma del mercato del lavoro e che cambia il quadro di riferimento delle società interinali. In particolare, il ministero dovrà disciplinare la fase transitoria per le società di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale e di ricollocamento professionale già autorizzate. Questo, però, non comporta nessun rischio di vuoti normativi fino al varo delle nuove norme. In attesa del riordino, infatti, le agenzie interinali potranno applicare la "vecchia" disciplina. Il ministero dovrà stabilire anche le modalità che dovranno essere seguite dagli aspiranti "intermediatori" per presentare la domanda di autorizzazione, oltre ai meccanismi di funzionamento dell’albo al quale saranno iscritte le agenzie per il lavoro. Infine, tocca sempre al Lavoro individuare gli standard tecnici per il raccordo delle informazioni tra la sede centrale della Borsa nazionale continua del lavoro e i distaccamenti regionali. Degli interventi a breve termine, quello sul mercato del lavoro è il provvedimento più importante a carico del ministero. La definizione dei meccanismi necessari per rendere operativi il lavoro accessorio, il contratto d’inserimento e il lavoro a chiamata vedrà infatti un maggior coinvolgimento delle parti sociali. Che già giovedì prossimo, 16 ottobre, saranno chiamate a riunirsi attorno a un tavolo per saggiare le reali possibilità di affidare ad accordi interconfederali la messa a regime del decreto 276. «È un appuntamento importante – afferma Michele Tiraboschi – perché si avranno indicazioni sulla possibilità che siano le parti a gestire la transizione». Ma l’ipotesi di un nulla di fatto, resa più vicina dalla posizione critica assunta dalla Cgil, non preoccupa troppo il docente di diritto del lavoro all’università di Modena. «Se – dice – non si dovesse trovare un accordo in tal senso si dovrebbe intervenire con strumenti interpretativi, ma non sarebbe poi un grande problema. Il quadro normativo resta comunque coperto. Certo, se ci fosse la collaborazione delle parti si accelererebbe molto sulla prassi operativa. Del resto – ricorda Tiraboschi – è previsto che in mancanza di accordi nazionali sia la contrattazione territoriale a intervenire. Spetta quindi ai sindacati valutare l’opportunità di avere un coordinamento nazionale, per quanto flessibile, oppure affidare al territorio l’implementazione della riforma». E sull’attuazione del riordino, ieri, è intervenuto anche il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi. «L’entrata in vigore della Legge Biagi – ha affermato a margine della conferenza europea sull’allargamento e le relazioni industriali a Modena – sarà graduale, non ci sono pericoli, è una progressiva entrata in vigore di opportunità». Nella riforma, ha aggiunto il sottosegretario, «ci sono 43 rinvii alle parti sociali, ma solo in due casi questi rinvii possono paralizzare l’entrata in vigore delle norme. Il dialogo sociale è una straordinaria opportunità per le parti di adattare queste norme alle diverse condizioni delle categorie, dei territori, delle aziende. Sarebbe un limite per le imprese e per i lavoratori non approfittarne, ma nessuno si illuda di potere, con il disturbo della contrattazione, impedire l’applicazione della riforma». Infine, l’ufficio legislativo del ministero lavora anche a un secondo decreto legislativo: quello che dovrà dare attuazione all’ultima parte della Legge Biagi, dedicata alla rimodulazione della disciplina sulle ispezioni. Un provvedimento che però è ancora in costruzione.

      G.D.DO.