In piazza per l’articolo 18, senza distinzione di tessera

03/07/2002

  Sindacale




03.07.2002
In piazza per l’articolo 18, senza distinzione di tessera

di Giovanni Laccabò


 Anche ieri gli scioperi regionali Cgil di Marche e Umbria hanno fatto il pienone, almeno quanto la mobilitazione unitaria del 16 aprile e moltissimi iscritti a Cisl e Uil oltre a scioperare sono scesi nelle piazze e nei presidi. Di «grande soddisfazione per la straordinaria riuscita dello sciopero» parla il segretario regionale Cgil Oscar Barchiesi, registrando un’adesione altissima, sopra l’85 per cento ad Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro.
Ad Ancona lo striscione che apriva il corteo ha dato voce, senza mezzi termini, alla convinzione più diffusa e radicata, non solo nella base Cgil, nei confronti della trattativa: «Pezzotta e Angeletti, vergogna! Vi siete venduti per un piatto di lenticchie». Alla manifestazione di Ancona erano in 9 mila, con le bandiere dei sindacati e dei partiti (Ds, Rifondazione, Pdci, Verdi) e dei no-global. Al porto si sono uniti al corteo i lavoratori dei Cantieri navali. Gilberto Zoppi, segretario provinciale Cgil, nel comizio in piazza Roma ha detto che «lo sciopero è contro le modifiche all’articolo 18 e i tagli alla previdenza, è contro il governo. Cisl e Uil hanno accettato un compromesso sui diritti». Ha concluso il segretario confederale Cgil Carlo Ghezzi.

Anche in Umbria tra l’85 e il 100 per cento di adesioni allo sciopero, con punte del 100 per cento, e forte presenza di iscritti Cisl e Uil. Uno striscione ha contestato il leader della Cisl che ha tenuto la riunione della sua organizzazione umbra: «No padroni / no Pezzotta / Articolo 18 / non si tocca». Al 100% alla Castel (gruppo Prada) di Montone, la Abete, Cartotecnica tifernate, Fisa e Gasparini di Città di Castello, Fagnus e Scacef di Umbertide e Rapanelli di Foligno. Il 75 alla Merloni di Nocera, il 70 nel credito e nei servizi. In alcune zone l’adesione è stata tra il 98 e il 100%, totale ala Coop di Pucciarelli, molto alta nel settore comunicazioni, stampa e cartotecnica (tra il 90 e il 100%), nell’edilizia chiusi i cantieri dell’Ospedale di Foligno, a Pietrafitta attorno al 98%, alta nel metalmeccanico e nel pubblico. Gli enti locali della zona di Foligno il 60%, al comune di Umbertide l’80%, la comunità montana alta Umbria il 50%, nel credito (Cassa Risparmio di Foligno sede centrale chiusa), alla Mignini di Assisi e alla Idu Piselli 100%, alla Colussi 5 linee su 7 si sono fermate. Per il segretario Cgil Riccardo Fioriti «la grande adesione conferma il consenso dei lavoratori alle posizioni della Cgil, come si è visto già nelle centinaia di assemblee, dove si è registrato anche un forte incremento di iscrizioni». Dice ancora Fioriti: «Speriamo che Cisl e Uil rivedano le loro posizioni e tornino a condividere un percorso unitario».
Domani tocca a Lazio, Toscana, Abruzzo e Molise, Sicilia. Nell’isola sono in agenda manifestazioni ovunque. A Palermo concentramento alle 9 in piazza Teatro Massimo, dove parlerà Betty Leone. A Catania, dopo il corteo con presidio alla prefettura, a piazza Manganelli parlerà Giuseppe Casadio. Altre manifestazioni nell’area industriale di Siracusa, a Caltagirone e al centro direzionale Asi di Ragusa, con Giovanna Cento della segreteria regionale Cgil. A Caltanissetta ci sarà un gazebo e assemblee si terranno nei principali posti di lavoro: Telecom, Enel, zona industriale San Cataldo. A Messina sit in all’associazione industriali e alla centrale Enel. Comizi a Milazzo e in molti comuni dei Nebrodi. A Trapani 100 presidi davanti a fabbriche, scuole, prefettura. Assemblee a Enna e Agrigento.

«Il nostro obiettivo – dice Giuseppe Caruana, della segreteria Cgil siciliana – è assicurare il massimo della riuscita allo sciopero, fermare la produzione. L’attacco del governo ai diritti, i ripetuti attacchi alla Cgil e al suo segretario generale ci spingono ad andare avanti per ribadire la coerenza della nostra impostazione a tutela dei diritti dei lavoratori».
Nel Lazio, sarà piazza Navona a ospitare la manifestazione-spettacolo alle 17,30, organizzata dalla Cgil di Roma e Lazio.
In Toscana numerose manifestazioni. A Firenze volantinaggi davanti ai luoghi di lavoro e presidio alla Associazione industriali. Numerose iniziative anche a Livorno, Grosseto, Siena, Arezzo, Pistoia, Piombino, Prato, Pisa, San Giovanni Valdarno, Lucca e Massa.
Venerdì 5 luglio scende in lotta l’intero Nordest. Nel Veneto, dove si scipera per tutta la giornata tranne i servizi di pubblica utilità si fermano quattro ore. Dice il segretario regionale veneto Cgil Diego Gallo: «Non è in corso una vertenza tradizionale, di mezzo ci sono questioni fondamentali per la libertà dei lavoratori, per la vita del sindacato e la qualità della democrazia in Italia». Gallo definisce «infamanti» le accuse del governo alla Cgil a Cofferati e critica Cisl e Uil «che stanno imboccando la strada del sindacato delle corporazioni». Nel Veneto sono in calendario molte manifestazioni a Padova, Verona, Treviso, Belluno, Rovigo, Vicenza: ovunque cortei, presidi alle sedi degli industriali e alle prefetture.