In piazza migliaia di commessi “Siamo lavoratori senza diritti”

01/04/2011

Firenze – Esplode la protesta contro il contratto firmato da Cisl e Uil
MIGLIAIA di persone. Bandiere rosse della Cgil, cartelli bianchi e rossi: «Questo non è il mio contratto», oppure «Commercio, giovani senza diritti», issati da ognuno dei manifestanti. Così appariva ieri mattina Piazza della Repubblica, invasa da tante commesse e commessi come non si erano mai visti in piazza. La maggior parte donne, giovani e tutti solo della Filcams Cgil perché la manifestazione è contro il contratto nazionale del commercio concluso solo da Csil e Uil. Ma siccome il contratto rifiutato stabilisce il lavoro obbligatorio domenicale, la protesta si intreccia con quella delle aperture dei negozi fiorentini per Pasqua e il Primo Maggio. I manifestanti escono da Esselunga, Coin, Zara, Rinascente, gli altri negozi di Firenze in sciopero. Altrettanti manifestano all´Osmannoro, tra Ikea e Metro. Verso le undici e mezzo uno striscione rosso di 15 metri viene srotolato dal Ponte Vecchio: «No al contratto del commercio senza la Cgil. Firenze non ci sta». Dice la segretaria Filcams fiorentina, Barbara Orlandi: «Diffonderemo questa immagine per tutta Italia».
«Basta con le divisioni, bisogna ricostituire l´unità sindacale – è deciso il segretario metropolitano Cgil Mauro Fuso – C´è un solo mezzo per farlo, rendere la parola ai lavoratori, farli votare sui contratti e gli accordi e non a vertenza finita, ma durante. A quel punto, tranne che sui diritti inesigibili, la Cgil firmerà qualsiasi cosa vogliano i lavoratori». Il contratto approvato da Cisl e Uil scotta. La Filcams Cgil ne spiega i motivi i punti «inaccettabili»: lavoro domenicale obbligatorio, tre giorni di malattia non pagati, fuoriuscita delle aziende del commercio dall´Inps, stipendi e un aumento di 86 euro lordi a rate da ora a tre anni.
Il mondo dei commessi è in fibrillazione. Hanno da sempre più difficoltà degli altri a scioperare e tanti in piazza sono una novità. «Questo contratto segna la fine della democrazia nel nostro mondo», dicono. Ma anche: «Il signor Renzi venga per Pasqua a piegare le magliette con noi». Sarà sciopero il Primo Maggio, spiega Fuso, e la festa del lavoro verrà celebrata con maggiore solennità del solito. Tanto che dopo 20 anni di assenza tornerà a Firenze anche la tradizionale manifestazione. Eccezionali, secondo la Cgil, le adesioni allo sciopero. Il sindacato parla di reparti dell´Ikea chiusi, dei commessi che Esselunga ha fatto arrivare in pullman da altre città per sostituire gli scioperanti (Esselunga nega che sia vero e dice che l´adesione è stata solo dell´11%), del 95% di adesioni a Piazza Italia, del 90% alla Metro, dell´80% a Carrefour, del 65-70% da Zara, Coin, Rinascente, Feltrinelli. Da piazza della Repubblica il corteo, dopo il Ponte Vecchio, riempie di girotondi anche piazza Signoria e piazza Duomo.