«In piazza ma non contro il governo

19/10/2007
    venerdì 19 ottobre 2007

      Pagina 9 – Interni

        "In piazza ma non contro il governo"

          Rifondazione rassicura Prodi. Ingrao star del corteo. Mussi: sono preoccupato

            UMBERTO ROSSO

              ROMA – Anche Pietro Ingrao, il grande vecchio della sinistra, firmatario dell´appello per la manifestazione di domani contro la precarietà, vuole esserci. Sarà lui la star alla partenza del corteo, in piazza della Repubblica, insieme a Aldo Tortorella, Gianni Rinaldini (il leader della Fiom), Marco Revelli, il professor Paul Ginsburg (mentre Rossana Rossanda è bloccata a Parigi), e naturalmente Giordano e Diliberto, con i tre direttori di Liberazione, Manifesto e Carta. In testa al serpentone il grande striscione, in giallo e nero, "Siamo tutti un programma", sorretto da lavavetri, precari, gay, studenti, migranti e operai.

              Il programma, quello dell´Unione, che Rifondazione e Pdci "ricordano" a Prodi scendendo in piazza, a cominciare dall´accordo sul welfare approvato dal governo con l´astensione dei due ministri Ferrero e Bianchi, che però non sfileranno: niente manifestazione per gli uomini di governo per «evitare strumentalizzazioni», sempre che qualche sottosegretario non decida di presentarsi comunque all´appuntamento. Problemi per Prodi? Nessuno, giurano i leader di "mezza" Cosa rossa, visto che l´altra metà – Sinistra democratica e Verdi – non partecipa, pur riconoscendo le buone ragioni dell´iniziativa.

              «Una manifestazione che rivendica l´attuazione del programma – garantisce Franco Giordano – non può rappresentare alcuna minaccia per il governo». Fabio Mussi però è preoccupato per un corteo che «si presta troppo alla protesta». Slogan contro il Professore? Di sicuro non nello spezzone ufficiale però, siccome «è difficile controllare un corteo con centinaia di migliaia di partecipanti», sono da mettere nel conto. Però Cobas, Disobbedienti, i centri sociali più duri hanno dato forfait, contestando la linea subalterna al governo. Sorvegliati speciali invece il centro "Action" di Nunzio D´Erme e i gruppi napoletani vicini a Francesco Caruso.

              Le polemiche non mancano. Con Epifani e la Cgil, che ha anche vietato l´uso delle proprie bandiere. Fausto Bertinotti ironizza, «non ho mai visto un corteo senza bandiere, ci saranno», prevede una grande e pacifica manifestazione, «per cui rimando al premier tutte le eventuali preoccupazioni». Quelli della Fiom si presenteranno perciò dietro un grande e sarcastico striscione, senza sigla, "Io sono metalmeccanico e tu?", slogan anche "indossato" dagli operai, sulle mille magliette rosse e blu confezionate per l´occasione. Colore lungo il percorso assicurato, fra l´altro, anche da una dozzina di "carri" (cinque con il "sound system", musica a palla, e un carro funebre dedicato a Sviluppo Italia); alcune bande musicali municipali; amministratori locali toscani con attrezzi da lavavetri; sette roulotte cariche di rom.

              Più in chiaroscuro però il percorso verso la Cosa rossa, con il 20 ottobre che avrebbe dovuto funzionare da trampolino di lancio. Invece, i Verdi presenti solo con stand informativi sugli ogm, e soltanto 4 senatori di Sd (Mele, Pisa, Di Siena, Paolo Brutti) in pista. Prc e Pdci sperano però sulla presenza della base dell´ex correntone, almeno due coordinatori regionali di Sd (Piemonte e Basilicata) ci saranno. Per i due partiti, come dice lo stesso Oliviero Diliberto, quello di domani sarà «un banco di prova decisivo». Massima mobilitazione, allora, anche per cancellare il flop del giugno scorso, quando a piazza del Popolo contro Bush si ritrovarono in poche migliaia. Piazza San Giovanni, scelta stavolta come location per la chiusura, non è facile da riempire. Previsioni ufficialmente non ne fanno, ma l´asticella è a quota 150 mila, immaginandone però almeno il doppio. E se si va oltre tutti pronti a celebrare il successone.