In mano a Mediolanum la leadership del mercato

21/10/2005
    venerdì 21 ottobre 2005

    Pagina 12 – Economia

      IL CASO

        Alla compagnia legata al premier il 20% degli aderenti alle polizze

          In mano a Mediolanum la leadership del mercato

          VITTORIA PULEDDA

            MILANO – In valore assoluto per il momento non sono grandi cifre, ma come spesso accade Mediolanum e il suo infaticabile amministratore delegato Ennio Doris hanno capito subito da che parte tirava il vento. Così, come ai tempi dei "pac", le sottoscrizioni dei fondi comuni fatte un tanto al mese – vera e propria manna per l´allora Programma Italia – oggi la banca-rete sta offrendo a tutto spiano i Fip (che hanno sostituito come acronimo il meno gradevole Pip) cioè lo strumento individuale più costoso per farsi una pensione integrativa. E, proprio come i Pac, potrebbero fare le fortune di chi li propone: infatti, pagando tanto e tutto all´inizio, la convenienza a portare avanti il più possibile i Fip è ovviamente altissima.

            A dividersi il primato in termini di ammontare di premi pagati ci sono testa a testa Generali (comprendendo tutte le assicurazioni del gruppo) e Mediolanum, la banca-rete che fa capo pariteticamente a Doris e alla Fininvest, cioè al gruppo controllato da Berlusconi. In termini di numero di sottoscrittori, invece, al primo posto c´è Mediolanum, con circa il 20%. «Abbiamo una buona quota di mercato – conferma Ennio Doris – perché ci siamo mossi per primi. E vorrei aggiungere che è un risultato ottenuto con la legge sulla previdenza fatta dall´Ulivo. Una legge fatta piuttosto bene, a mio giudizio». Doris non si ferma qui: cercando di prendere le distanze dal consocio, precisa anche la sua posizione sul Tfr: «Se proprio lo vuole sapere ho grandi dubbi ad andare a prendere il Tfr alle aziende, per metterlo nei fondi pensione. E la ragione è semplice: quei soldi servono da autofinanziamento alle imprese, che da noi non è compensato dagli investimenti azionari dei fondi. Allora, forse è meglio lasciare il Tfr dove sta».

            Sia come sia, a Mediolanum la previdenza complementare individuale fa bene: nel primo semestre 2005, ad esempio, i nuovi Fip sottoscritti sono aumentati del 19% rispetto all´anno prima e, in valore assoluto (conteggiando anche delle forme di adeguamento automatico dei premi versati) arrivano a 52,2 milioni di euro. Contando anche i versamenti già effettuati in precedenza, complessivamente la banca-rete ha in pancia quasi 400 milioni di euro sotto forma di premi versati per i Fip.

            E, su questi soldi, ci guadagna molto, moltissimo: il primo anno, infatti, la società preleva tra il 20 e l´80% di quanto si versa: tecnicamente si chiama caricamento, nei fatti significa che quelle somme sono pagate ma non investite per la pensione futura. Mediamente, ed è la stessa società a fornire il dato, queste spese iniziali sono pari al 57,7% dei versamenti per il primo anno di un Fip. E´ come se, ragionando in termini un po´ grossolani, il "guadagno lordo" sui premi pagati inizialmente per il Fip (che è una specie di polizza) sfiorasse 60 centesimi per ogni euro pagato.

            Un salasso da cui serve poi un periodo lungo (meglio lunghissimo) di tempo per riprendersi. Ma se si ha pazienza si riceve nominalmente qualcosa in più: al momento della pensione, dopo decenni, Mediolanum rende i caricamenti e dà un bonus. Ma attenzione, la restituzione è in valore assoluto: tanto era stato prelevato, tanto viene dato. Peccato che le stesse somme siano diventate tutt´altra cosa.