In Italia quattro milioni di lavoratori in nero

19/07/2006
    mercoled� 19 luglio 2006

    Pagina 15 – Economia&Lavoro

    In Italia quattro milioni di lavoratori in nero

      La denuncia di Cgil, Cisl e Uil. Il sommerso vale 170 miliardi all’anno, oltre il 16% del pil

        di Laura Matteucci

        STRATEGIA Una strategia contro il lavoro nero e l’evasione fiscale. Cgil, Cisl e Uil presentano una piattaforma, che il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha accolto �positivamente�, tanto che gi� oggi sar� oggetto di un incontro con i vertici sindacali al ministero. Il documento sar� portato poi al tavolo di Confindustria.

        Si parte da un dato: in Italia ci sono pi� di 4 milioni di persone che lavorano in condizione di irregolarit�, in nero o con contratti parzialmente dichiarati. Secondo le stime dei confederali l’economia sommersa produce tra il 15,9% e il 17,6% del pil, per un valore minimo di 170 miliardi euro all’anno, per un’omissione di versamenti fiscali e contributivi pari a circa 72 miliardi di base imponibile Irap, 1,9 miliardi come base imponibile Irpeg e circa 16,5 miliardi di versamenti previdenziali e assicurativi omessi (Inps e Inail).

        �Il lavoro sommerso – si legge nella piattaforma – rappresenta uno dei nostri principali problemi, danneggia la parte sana del sistema produttivo ed � la causa maggiore di evasione fiscale e previdenziale�.

        Le organizzazioni sindacali propongono un percorso di riforme e interventi con pi� livelli di azione. Una vera e propria strategia.

        Come spiega il segretario Cgil Guglielmo Epifani: �Bisogna indicare un percorso attraverso il quale le aziende possano regolarizzarsi e regolarizzare il lavoro con una politica di incentivi e aiuti a chi lo fa, e maggiori controlli verso quella parte di imprese che vuole invece restare illegale o irregolare�. �� inutile dividersi sul fatto di alzare o abbassare le tasse – continua – intanto facciamole pagare a chi le evade, e ristabiliamo una base imponibile pi� giusta�.

        Tra le proposte, infatti, c’� quella di realizzare una politica di premialit� e di sviluppo, con meccanismi di valorizzazione degli elementi di qualit� del sistema produttivo e con sistemi di sostegno per quelle imprese che decidono di emergere e, nel medio periodo, qualificare la propria produzione. Allo stesso tempo aumentare controlli e repressione nei confronti di chi intende restare in uno stato di illegalit�.

        Quanto all’evasione fiscale, per i sindacati occorre valorizzare le professionalit� del personale dell’amministrazione finanziaria e concentrare l’azione sulla semplificazione amministrativa, sul federalismo fiscale e sul sistema di controlli, partendo dal recupero dei contributi previdenziali. Le entrate recuperate dovrebbero essere destinate allo sviluppo, al risanamento della finanza pubblica e alla riduzione del carico fiscale sui contribuenti onesti.

        Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, propone �una legge quadro�: �Bisogna cacciare dal mercato le imprese che si comportano male�. Bonanni sottolinea che �l’economia sommersa e il lavoro irregolare comportano danni rilevanti nella convivenza civile. Siamo di fronte all’appropriazione indebita di beni pubblici, di un furto di risorse indispensabili per lo sviluppo, per la tutela sociale, per il risanamento finanziario dello Stato. � in gioco la coesione sociale del Paese�.

        Anche la Cgia di Mestre ha elaborato alcuni dati sui lavoratori in nero. Nel 2003 erano 3.237.800: oltre due milioni e mezzo dipendenti e 573.300 autonomi. Tra il 1993 e il 2003 il sommerso � cresciuto del 3,4% tra i dipendenti e dell’1,2% tra gli autonomi.