«In Italia hotel troppo cari»

27/09/2006
    marted� 26 settembre 2006

    Pagina 17 – Economia e imprese

    Turismo – Rutelli: presto il nuovo marchio nazionale

      �In Italia hotel troppo cari�

        Vincenzo Chierchia
        MILANO

        �Migliorare l’offerta, l’accessibilit� e il rapporto qualit�-prezzo, integrare l’organizzazione turistica con le bellezze storiche, culturali e ambientali, potenziare la comunicazione�. Questi gli elementi chiave per il rilancio del turismo in Italia e in particolare al Sud, secondo il vicepremier e ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, che ha annunciato il debutto del portale Italia.it entro il 2007, e il varo in tempi rapidi della gara internazionale per il marchio turistico nazionale.

        �In Italia i prezzi sono pi� alti rispetto ai Paesi concorrenti – ha aggiunto Rutelli -. In Spagna, ad esempio, tra gli alberghi c’� una oscillazione del 40% tra il prezzo pi� alto e quello pi� basso. In Italia � esattamente la met� e questo va cambiato perch� chiude la porta a tanti turisti. Il Sud � molto pi� indietro, serve una svolta�.

        Il turismo straniero � in recupero quest’anno (+11% in media secondo i dati Uic-Bankitalia gli arrivi dall’estero tra gennaio e giugno), ma il Sud � l’unica macroarea che arranca: nella prima met� del 2006 sono stati rilevati un milione e 877mila arrivi dall’estero (+1,5%), mentre Nord-Ovest (+14,1%), Nord-Est (+5%) e Centro (+12%) marciano spediti.

        �Il sistema turistico italiano o cresce e si rafforza al Sud e grazie proprio al Sud, oppure si accentueranno divari e diseconomietra le varie aree del Paese che penalizzano massicciamente il rendimento dell’intero settore; l’arretratezza del sistema turistico del Mezzogiorno limita fortemente i risultati dell’intero Paese�. Per Piero Barucci, ex ministro del Tesoro negli Anni 90 e oggi banchiere (� alla guida di Banca Leonardo), il rilancio dell’industria delle vacanze in Italia passa dall’abbattimento del baratro che divide il Mezzogiorno dal Centro-Nord. Un baratro testimoniato nei minimi particolari da Barucci stesso e da Emilio Becheri, curatori del Rapporto che la Svimez, l�’ssociazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, ha presentato ieri a Napoli.

        Al Sud si concentra solo il 24,1% della spesa per servizi turistici in Italia, mentre la quota di mercato sul totale degli stranieri che vengono nel nostro Paese si attesta al 13,1% appena. Gli occupati nel comparto turistico (620mila) sono il 27% dell’intera Italia. Dal 1990 a oggi la quota degli esercizi turistici del Sud � calata dal 13,6% al 10,9% rispetto al totale Italia. In compenso al Sud si concentra il 44% delle seconde case (1,3 milioni) di tutta Italia.

        Il 60% dei Comuni meridionali ha almeno un esercizio turistico, ma questa quota arriva a toccare il 73,7% del Centro-Nord. Il Sud pu� contare delle eccellenze di rilievo mondiale, come l’area di Pompei, il sito archeologico pi� visitato al mondo con oltre 2,2 milioni di turisti l’anno, ma nella zona non ci sono grandi alberghi.

        Per il presidente di Federalberghi, Costanzo Jannotti Pecci, �sono coraggiosi� gli imprenditori che fanno turismo al Sud, �perch� non � facile come in altre parti del Paese. Oggi serve una politica di defiscalizzazione per immettere sul mercato prodotti pi� competitivi�.