In Italia è boom del «basso prezzo»

07/07/2003



      Domenica 06 Luglio 2003


      In Italia è boom del «basso prezzo»
      VINCENZO CHIERCHIA


      MILANO – Il business del discount in Italia sta vivendo una rinnovata stagione di successi, soprattutto a causa della congiuntura economica stagnante che ha spinto i consumatori a interessarsi dei prodotti di largo consumo, che fanno leva soprattutto sul basso prezzo. L’Italia ha scoperto la discount nella prima età degli anni 90. Lo sviluppo di questo canale di vendita, che in Germania è arrivato ad avere una quota molto consistente del mercato, è avvenuto nel giro di un paio d’anni. Ad aprire la strada è stato l’ingresso nel nostro Paese di un colosso dell’hard discount tedesco, il gruppo Lidl. È bastato il suo sbarco per scatenare una vera bagarre: nel giro di poco tempo tutti gli operatori italiani della grande distribuzione sono corsi ad aprire punti vendita discount. A quel tempo gli analisti di mercato hanno individuato nell’incompleto ventaglio di prezzi presente nel nostro Paese la via privilegiata all’ingresso dell’hard discount. L’Italia, a differenza degli altri principali Paesi europei, la Germania in pole position, aveva all’inizio degli anni 90 dei prezzi troppo alti in termini relativi.
      Era incompleta l’offerta di prodotti soprattutto nella fascia bassa del mercato. Per intenderci parliamo di prodotti con un posizionamento di prezzi intorno al 50% in meno circa rispetto ai leader di marca. Lo sviluppo rocambolesco dell’hard discount in Italia, all’epoca chiunque aveva un supermercato lo trasformava in hard discount pur senza le competenze tecniche, ha portato a una radicale rivoluzione della scala prezzi. Ha fatto tremare le gambe alle industrie di marca e ha aperto un nuovo canale di vendita per tante piccole e medie aziende non titolari di marchi affermati. Sicuramente il mercato italiano è rimasto comunque orfano. Orfano di quel gruppo Aldi di cui si è ripetutamente, insistentemente ventilato l’ingresso nel nostro Paese. Cosa che però finora non è mai avvenuta.
      Il gruppo Lidl invece ha proseguito nel suo sviluppo in Italia e oggi si trova in posizione di leader del mercato. Un po’ tutti i gruppi distributivi oggi hanno mantenuto o sviluppato reti di negozi discount. Sono usciti dal mercato gli esperimenti improvvisati. E questo è stato un bene anche per il consumatore perché molto spesso la corsa al discount aveva portato sugli scaffali prodotti di pessima qualità. Oggi è in corso un lento, graduale ma inesorabile processo di consolidamento a vantaggio di gruppi strutturati. Che poi fanno capo agli operatori della grande distribuzione. L’unico vero specialista discount a livello internazionale è rimasto Lidl. Secondo il rapporto Agra 2002 sul discount il giro d’affari si aggira intorno ai cinque miliardi di euro.
      I punti vendita sono circa tremila, un numero distante da quelli stimati per la Germania (oltre 15mila). Si stima che nel settore lavorino 10mila addetti.
      Tra le reti italiane spiccano Eurospin, Sviluppo Discount con l’insegna di Dico e fa capo a Coop, la In’s (Pam), la Ld Market (Lombardini) e la D-Più (Selex). Nell’ambito Selex c’è anche l’insegna Md Discount.