In Italia aumenta la disoccupazione Nel 2009 persi 500mila posti

19/01/2010

Occupazione in continuo calo nell’Unione europea da ormai un anno, con una perdita di oltre 4,6 milioni di posti nel corso del 2009. Il rapporto mensile dell’Osservatorio occupazione della Commissione Ue sottolinea come nei primi nove mesi dell’anno scorso «tra gli Stati membri più grandi l’occupazione è diminuita in maniera consistente in Spagna e in Italia, e ha continuato a diminuire in maniera più moderata in Francia e Germania». I dati italiani, con riferimento a quelli diffusi dall’Istat pochi giorni fa: nel 2009 sono andati persi più di mezzo milione di posti di lavoro (508mila), così che ad ottobre il numero dei disoccupati ha raggiunto i 2 milioni per la prima volta dal marzo 2004. La disoccupazione ha raggiunto l’8,3% a novembre (+1,2% sull’anno prima): «È il tasso più elevato degli ultimi cinque anni», si sottolinea nel rapporto, anche se il livello di disoccupazione resta sotto la media Ue di 1,7 punti. Questo, spiega il rapporto, perchè le imprese hanno fatto frequentemente ricorso a contratti parziali e flessibili a vario titolo, e grazie agli aiuti di Stato ricevuti da alcuni settori, come l’industria automobilistica. La principale preoccupazione resta però quella della disoccupazione giovanile, col 26,5% della popolazione sotto i 25 anni che nel novembre 2009 era senza lavoro: il 2,9% in più di un anno prima e il 5,1%in più della media Ue. Nel complesso, insomma, i dati convergono con quelli diffusi nei giorni scorsi da Bankitalia prima e Cgil poi, che ha calcolato in oltre 1,7 milioni le domande disoccupazione nei primi 11 mesi del 2009. Con buona pace del governo, che preferisce non rinnovare la polemica con Banca d’Italia per quanto riguarda l’occupazione, e ricorda che «l’unica fonte è l’Istat».
«Cifre allarmanti», dice la Cgil, anche perchè destinate ad aumentare. Il ministero dell’Economia prevede un’espansione dello 0,7% nel 2010, dopo una contrazione dell’1% e del 4,8% tra il 2008 e il 2009. «Comunque, è troppo presto per parlare di una solida ripresa», si legge ancora nel rapporto, diffuso nel giorno della prima riunione dell’anno dell’eurogruppo, alla quale partecipa il ministro Tremonti. E il tasso di disoccupazione salirà ancora nel 2010, per poi stabilizzarsi nel 2011.
LIEVI MIGLIORAMENTI
In Europa, nonostante le condizioni economiche siano migliorate negli ultimi mesi, i mercati del lavoro continuano a indebolirsi, anche se ad un ritmo più moderato rispetto al periodo critico tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. «La disoccupazione – dice il rapporto – sta ancora crescendo nella maggior parte degli Stati membri e le imprese continuano ad annunciare più tagli dei posti di lavoro che la creazione di nuovi». Nel complesso, i disoccupati sono stati +285mila unità in ottobre e +185mila in novembre, portando il numero complessivo a 22,9 milioni:vale a dire 6,9 milioni in più rispetto al marzo 2008, inizio della crisi. Del resto, come rileva Eurostat, nel 2008 il 17% della popolazione Ue aveva un reddito al di sotto della soglia della povertà. In Italia il tasso era invece del 19%. Ma quello più elevato tra i Paesi Ue è indicato in Lettonia (26%), in Romania (23%) e in Bulgaria (21%). La Spagna e la Grecia sono al 20%, mentre in Germania scende al 15% e in Francia al 13%.
La percentuale più bassa di chi è a rischio povertà è nella Repubblica Ceca (9%), in Olanda e Slovacchia ciascuno con l’11%. È a rischio povertà un bambino (da 0 a 17 anni) su cinque, con il tasso più elevato in Romania (33%), in Bulgaria (26%), ma anche in Italia, che con la Lettonia è al 25%.