In giugno l’inflazione sale al 2,4%

15/07/2004



 


                sezione: ECONOMIA ITALIANA

                data: 2004-07-15 – pag: 16
                autore: VINCENZO CHIERCHIA
                LA SPESA DELLE FAMIGLIE • Stima definitiva dell’Istat: incidono i rincari di carburanti, tabacchi e bevande alcoliche
                In giugno l’inflazione sale al 2,4%
                Pininfarina: servono interventi strutturali – Sindacati all’attacco: su prezzi e tariffe manca una politica del Governo
                MILANO • L’inflazione a giugno rialza la testa, come ha comunicato ieri ufficialmente l’Istat. Dopo quattro mesi con il tasso tendenziale ancorato al 2,3% nel mese di giugno è stato toccato il 2,4% a fronte di un incremento mensile medio dello 0,2% dei prezzi al consumo, sull’onda dei rincari dei trasporti (+0,4% per i carburanti), pubblici esercizi (+0,3%) e servizi (+0,8% per le tariffe professionali); nuovo calo per le comunicazioni (-0,7%), il dato core è al 2,2 per cento.

                A Torino l’incremento annuo più alto (3%), a Bologna i listini più freddi (1,7%). L’Istat sottolinea poi che il tasso di inflazione ormai acquisito per il 2004 — cioè quello che si registrerebbe comunque se l’indice dei prezzi restasse per il resto dell’anno invariato rispetto a giugno — è pari al 2 per cento. In secondo luogo nella media dei 12 mesi il tasso di crescita si attesta oggi al 2,5 per cento.

                La disaggregazione per capitoli di spesa — aggiunge l’Istat — mostra che gli aumenti più marcati, misurati nell’arco degli ultimi 12 mesi, hanno interessato il capitolo delle bevande alcoliche e dei tabacchi (+7,1%) e i trasporti (+3,9%), seguono beni e servizi vari (+3,1%), alberghi e pubblici esercizi (+3%); nell’ultimo mese l’andamento dei capitoli di spesa è stato caratterizzato da una netta decelerazione del tasso tendenziale di crescita degli alimentari (dal 3,1% di maggio al 2,8% di giugno), e da una altrettanto marcata accelerazione dei trasporti (dal 3,1% di maggio al 3,9% di giugno),, che risente della forte ascesa del prezzo dei carburanti che si è manifestata fin da gennaio.

                «Dobbiamo incidere su manovre strutturali perché l’inflazione cresciuta al 2,4% è dovuta per la maggior parte a un aumento delle tariffe e della benzina che sono i settori ancora protetti», sottolinea Andrea Pininfarina, vicepresidente di Confindustria.

                Nuove proteste da parte dei sindacati. «Non c’è una politica dei prezzi e delle tariffe che stia all’interno degli stessi orientamenti che il Governo aveva definito — denuncia il leader della Cisl, Savino Pezzotta —. La situazione è un po’ fuori controllo. L’aumento dell’inflazione — continua Pezzotta — è determinato in modo particolare dall’aumento delle tariffe elettriche e della benzina, il che vuol dire che manca una politica dei prezzi e delle tariffe».
                «Servizi bancari, assicurativi e benzina sono tra i maggiori responsabili; vale a dire tariffe e accise sulle quali il Governo avrebbe potuto, se avesse voluto, intervenire», aggiunge Marigia Maulucci, segretario confederale Cgil.
                E la Uil sottolinea le difficoltà dei redditi più bassi. «La condizione generale dei pensionati sta drammaticamente peggiorando sia sul piano materiale sia su quello psicologico.
                E i dati dell’inflazione diffusi oggi confermano ancora una volta questa drammatica realtà», dichiara Silvano Miniati, segretario generale Uil-pensionati.
                L’Intesa consumatori denuncia infine la sottostima del carovita e la scarsa accuratezza nella rilevazione dei dati.