In Finanziaria il «nuovo» Enit

28/09/2004


            martedì 28 settembre 2004

            sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 14
            In Finanziaria il «nuovo» Enit
            N.P.
            ROMA • Inserire nella Finanziaria la nuova Agenzia per il turismo che dovrebbe prendere il posto dell’Enit. È l’obiettivo del ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano: «Serve un’Agenzia nazionale per il turismo alla quale partecipino le Regioni e le associazioni di categoria, dotata di più mezzi del povero Enit, mezzi che provengano dal bilancio pubblico e dalle Regioni stesse», ha detto ieri il ministro alla Giornata sul turismo organizzata dal Cnel. Il ministro ha citato l’esempio dei consigli di amministrazione delle società, che riflettono le varie componenti dell’azionariato e il relativo capitale: «È bene che i vari rappresentanti che sono nell’Enit forniscano anche i mezzi».

            Scopo principale dell’Agenzia è quello di promuovere il brand Italia nel mondo, e rendere più forte il ruolo del Governo su coordinamento e promozione del turismo. «Non credo sia un bene che tutto il settore turistico dipenda dalle promozioni fatte dalle singole Regioni», ha detto Marzano, che si è soffermato anche sulle ragioni della crisi del turismo italiana.

            Ci sono problemi esogeni, come il terrorismo, le guerre e i cambi, ma influiscono anche fattori interni, come la nuova concorrenza dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, la nuova struttura della domanda, la crisi della compagnia di bandiera e la carenza di infrastrutture. Inoltre, il ministro ha anche rimproverato gli operatori: «Il rapporto prezzi-qualità in Italia non è più attuale, ho visto aumentare i prezzi senza un corrispondente miglioramento della qualità del servizio», ha detto ancora il ministro. Un problema, visto che esiste una nuova domanda potenziale che arriva dalla Cina: sono circa 100 milioni i cinesi che hano un potere d’acquisto tale da poter viaggiare, e l’Italia è una meta ambita.

            Al convegno ha partecipato anche il presidente di Federturismo- Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, che ha annunciato la proposta di una Agenzia europea per il turismo: «Dobbiamo coinvolgere i 25 Paesi europei nei nostri progetti», ha detto, aggiungendo che la motivazione sportiva è un elemento importante nei movimenti turistici. Non ha nascosto la sua proccupazione Bernabò Bocca, presidente di Confturismo, che ha sollecitato una serie di misure: riduzione dell’aliquota Iva al 10% per quei servizi turistici che sono ancora al 20% (servizi spiaggia, stabilimenti balneari, intermediazione delle agenzie di viaggio); detraibilità dell’Iva per i servizi congressuali, incentivi per l’istallazione di impianti di areazione nei locali pubblici per adeguamento delle norme anti-fumo ed altro. A puntare il dito sull’euro è Pietro Larizza, presidente del Cnel: «La gestione della moneta europea ha condizionato il turismo alterando il rapporto tra il percettore di reddito fisso e le vacanze. Si è modificato il rapporto prezzo qualità, che ha sempre caratterizzato in modo positivo l’Italia. Sono avvenuti fenomeni che assorbiremo tra dieci anni se non di più».