In Feltrinelli solidarietà per 1.370

04/05/2013

L`ipotesi di chiudere 15 punti vendita è per il momento scongiurata. Librerie Feltrinelli ha raggiunto nei giorni scorsi con Filcams, Fisascat e Uiltucs una bozza d`accordo relativa all`applicazione dei contratti di solidarietà per 1.370 dipendenti L`ammortizzatore comporterà undriduzione dell`orario di lavoro – variabile a seconda del negozio – compresa tra un minimo del 2,5% ad un massimo del 18 per cento. In questo modo l`azienda punta ad ottenere risparmi in conto economico per 4,3 milioni di euro. «Il 2012 – spiega l`azienda in una nota – è stato particolarmente difficile. Le vendite nette sono calate del 5% rispetto al 20n, nonostante l`apertura di nuovi punti vendita». Negli ultimi due anni l`azienda ha registrato una contrazione netta delle vendite dell`e per cento. Il mercato è in crisi da tempo (come confermano le difficoltà dei negozi Fnac in Italia) e anche il 2013 non dà segnali di un`inversione di tendenza. Il confronto tra Feltrinelli e il sindacato ha portato alla sottoscrizione di un`ipotesi d`accordo che ora sarà passata al vaglio delle assemblee dei lavoratori. I contratti, che riguardano le tre società di Feltrinelli attive nel segmento retail (vale a dire Librerie Feltrinelli, Finlibri, Librerie delle Stazioni) dureranno 12 mesi a decorrere dal prossimo io giugno, saranno applicati in 102 negozi e riguarderanno circa 1.37o dipendenti con un recupero complessivo di 216mila ore in un anno.
L`azienda ha ribadito che si tratta diun accordo «di natura necessariamente transitoria» e che
proseguirà «con determinazione il suo piano di investimenti in nuove aperture, trasformazione della rete vendita, innovazione di formato». Tra i nuovi format, l`azienda cita Red, la formula di commistione tra vendita di libri ed alta ristorazione lanciata un anno fa (sempre in in questa direzione Feltrinelli ha perfezionato, poche settimane fa, l`acquisizione della maggioranza dell`Antica Focacceria San Francesco). Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno espresso «soddisfazione» per l`accordo, sottolineando però che «l`azienda si è assunta importanti impegni, a cominciare dal fatto che dovrà proseguire negli investimenti», relativi ad esempio «alle ristrutturazioni dei negozi, lo sviluppo dei nuovi format, la ricerca di nuove merceologie che possano contrastare il calo delle vendite nei libri, nella musica, nell`home video». . Sempre nella giornata di ieri si è appreso che la casa di produzione e distribuzione Fandango (negli anni ha allargato la sua attività anche alla produzione editoriale e discografica), ricorrerà alla cassa integrazione. «Sul versante distributivo si è ridotto il numero dei film che trattiamo, mentre la struttura è rimasta intatta – ha confermato il fondatore Domenico Procacci -. Nel tentativo di non lasciare nessuno senza lavoro abbiamo chiesto il ricorso alla cigper questo settore».