In febbraio il fatturato torna a calare

22/04/2003




              Sabato 19 Aprile 2003


              In febbraio il fatturato torna a calare

              L’Istat rileva un arretramento dell’1,7% dopo cinque risultati positivi – Male gli ordini (-1,6%)


              ROMA – Si è azzerata nello scorso febbraio, dopo cinque risultati positivi consecutivi, la crescita del fatturato. E gli ordini hanno fatto un altro passo falso, il secondo nei primi due mesi di quest’anno. Insomma, dalle imprese giunge una nuova conferma che il 2003 non sarà un’annata facile per il nostro sistema produttivo.I segnali di rallentamento del fatturato che si erano avvertiti già in gennaio si sono dunque rapidamente trasformati in un completo arresto su base annua. Ma molto probabilmente altre delusioni sono dietro l’angolo, come ribadisce il fatto che sotto il profilo congiunturale il dato destagionalizzato accusa una diminuzione dell’1,7% rispetto a gennaio. Né vanno molto meglio gli ordinativi, che hanno denunciato una diminuzione del 3,7% su base annua e anche congiunturalmente hanno subito una contrazione dell’1,6 per cento. Secondo quanto ha comunicato ieri l’Istat, nel febbraio 2003 l’indice del fatturato delle industrie, calcolato sulle vendite a prezzi correnti, si è portato a quota 99 (base 2000=100), senza far registrare alcuna variazione nei confronti dello stesso mese dell’anno passato. A provocare il "buco" di febbraio, il primo dopo cinque mesi di espansione, è stata soprattutto la frenata della domanda estera (-1,5% su base annua, -5,2% addirittura rispetto a gennaio), mentre la domanda interna è riuscita a conservare un sia pur modesto margine di aumento su base annua (+0,6%), anche se ha perso lo 0,4% nei confronti di gennaio. Sempre nel febbraio scorso, l’indice del fatturato ha presentato un incremento particolarmente sostenuto nel settore delle raffinerie di petrolio (+21,9%), seguite a distanza dai metalli (+6,5%), da gomma e plastica (+6,2%) e dal legno (+3,1%). Le diminuzioni più ampie hanno invece coinvolto i mezzi di trasporto (-19,1%) e le pelli e le calzature (-10,4%). La stabilità tendenziale che si è verificata in febbraio è stata determinata dalle diminuzioni subite dai beni di consumo (-1,5%) e – con maggiore intensità – dai beni strumentali (-8,3%). In forte accelerazione, al contrario, l’energia (+31,8%) e più moderatamente i beni intermedi (+1,4%). Rispetto a gennaio si rileva un incremento dell’8,4% per l’energia, che però non ha compensato le battute a vuoto dei beni di consumo (-1,3%), di quelli strumentali (-6,8%) e di quelli intermedi (-1%). Nei primi due mesi del 2003 il fatturato è cresciuto dello 0,6%, con un +0,5% per la domanda interna e un +0,7% per quella estera. In rosso per il secondo mese consecutivo gli ordinativi: in febbraio le imprese che lavorano su commessa hanno dovuto fare i conti con una diminuzione del 3,7% su base annua, con una decelerazione più evidente per la domanda estera (-4,7%) e una lievemente meno sostenuta per quella interna (-3,3%). Anche i dati destagionalizzati ribadiscono l’uniformità della tendenza negativa, accusando rispetto a gennaio un calo dell’1,5% per il portafoglio interno e uno dell’1,7% per la domanda estera.
              ELIO PAGNOTTA