In famiglia non bastano 2 mila euro al mese

30/07/2004


            venerdì 30 luglio 2004

            NEL 2003 I COSTI DEL BILANCIO CASALINGO SONO AUMENTATI IN MEDIA DI 119 EURO. IL 5,4 PER CENTO IN PIU’ RISPETTO AL 2002
            In famiglia non bastano 2 mila euro al mese
            Le voci più pesanti: affitto e generi alimentari.
            Tagli a cultura e divertimenti

            ROMA
            Sempre più difficile far quadrare il bilancio di casa. Le spese per le famiglie italiane sono aumentate, ma i consumi non sono cresciuti. Nel 2003, dice l’ultimo rapporto Istat, ogni nucleo ha speso in media 119 euro in più rispetto al 2002 per un totale di 2.313 euro (+ 5,4%).


            L’affitto, il condominio, la manutenzione ordinaria e straordinaria assorbono nel complesso il 24,9% della spesa media mensile, per un importo di 575 euro, 32 euro in più rispetto al 2002. Nel Settentrione la spesa mensile si è attestata sui 2.538 euro (+5,9%), al centro 2.466 euro (+5%), nel Mezzogiorno a 1.892 euro(+4,8%).
            La casa è sempre una delle voci più pesanti nel bilancio del mese: il 24% va in affitto, condominio, manutenzione ordinaria e straordinaria. Un importo totale di 575 euro, 32 euro in più rispetto al 2002.


            Tagli consistenti al bilancio casalingo arrivano da scarpe, vestiti e trasporti. Stretti i cordoni della borsa sul non strettamente necessario gli italiani non rinunciano alle spese alimentari. Nel 2003 la media mensile di spesa per cibi e bevande ha rappresentato il 19,5% della quota (+0,1% sul 2002).


            Drasticamente diminuite le spese per divertimenti e cultura. La quota (sempre su media mensile) è scesa dal 4,9% del 2002 al 4,8% del 2003. Gli italiani hanno acquistato meno computer, abbonamenti a manifestazioni sportive, concerti e teatri.
            Pesa però su questi aumenti la frenata dei consumi. «L’incremento del 5,4% di spesa non coincide con un aumento della propensione all’acquisto delle famiglie – dice l’Istat – precisando che il +5,4% incorpora la dinamica inflazionistica e anche il fitto figurativo: ben 1,4 punti infatti sono imputabili a questo fattore, che equivale all’ importo stimato dalle famiglie che hanno una casa di proprietà circa il canone di locazione che avrebbero dovuto pagare. In altri termini, se nel 2003 il valore dell’affitto presunto fosse stato identico a quello del 2002 invece di aumentare del 7,9%, come è accaduto lo scorso anno, l’aumento della spesa media mensile sarebbe risultato pari al 4%».


            Un gap pesante infine divide le famiglie degli imprenditori da quelle degli operai. Le prime hanno speso in media (mensile) 3.526, le seconde 2.299 euro. A conti fatti 1.200 euro. Se la passano peggio le famiglie con a capo studenti o casalinghe: i nuclei costituiti costituite da un solo individuo spendono 1.459 euro al mese, mentre quelle con cinque componenti o più si attestano a 2.989 euro.