In Emilia Romagna si sciopera sul serio. Decine le aziende coinvolte

25/02/2010

Bologna, Reggio Emilia,Modena, Forlì, Cesena, Rimini, Parma. Sono le città segnate nella mappa pubblicata su www.primomarzo2010.it. In Emilia Romagna il primo sciopero degli immigrati vivrà una giornata con molte iniziative e la speranza concreta che saranno migliaia gli stranieri a fermarsi sui luoghi di lavoro. I comitati locali sono al lavoro per definire i dettagli in questi giorni si stanno tenendo le ultime assemblee. A Bologna l’appuntamento è alle 15 nel cuore della città, in piazza del Nettuno per un presidio al quale la coordinatrice del comitato Cecile Kyenge spera partecipino diecimila persone. Sotto le due torri c’è una delle realtà più organizzate in vista del debutto di una protesta che ha sicuramente colto in contropiede la Cgil. Del rapporto con il sindacato si è discusso nell’assemblea conclusiva di ieri sera. Non saranno molte le fabbriche dove i lavoratori si fermeranno, solo due finora gli stabilimenti dove sono
tutti pronti a scioperare sia gli italiani che gli stranieri. Il sindacato di Epifani promuove fermate simboliche sui luoghi di lavoro ma per molti questo non basta. Il centro lavoratori stranieri della Cgil bolognese trasferirà per tutta la mattina di lunedì la sua attività in piazza. Ma molti tra i 44 mila immigrati bolognesi probabilmente non saranno nelle condizioni di astenersi dal lavoro. Il pensiero va alle donne che lavorano con gli anziani, le cosiddette badanti, che magari non se la sentiranno di lasciare chi accudiscono. La proposta è che dalle finestre delle case in cui queste donne garantiscono un welfare che è andato a colmare i vuoti dello stato appaia un lenzuolo giallo; potrebbe essere anche un modo per contare quante siano le famiglie in cui è presente un’assistente familiare. A Reggio Emilia il comitato (che raccoglie anche le realtà che da anni lavorano con gli immigrati come Città Migrante e il più recente Comitato No Pacchetto sicurezza che lo scorso 19 dicembre ha portato in piazza più di 40 sigle contro la legge voluta dal ministro Roberto Maroni) sta lavorando molto sui luoghi di lavoro. Nelle fabbriche metal meccaniche si conta sull’appoggio della Fiom: nella provincia la mozione congressuale che fa capo al reggiano Gianni Rinaldini ha la netta prevalenza. Si prevedono blocchi in tutta la provincia mentre i lavoratori dei trasporti, settore in cui è forte il sindacato di base Rdb Cub indosseranno una maglietta gialla. Nel centro della città la giornata di lunedì sarà divisa in due momenti: un presidio davanti alla Prefettura e un altro presidio permanente in piazza dalle 9 alle 18 con interventi, microfono aperto e spettacoli. «Oggi mi hanno telefonato tre Rsu di altrettanti stabilimenti – spiega Simone Ruini– a dimostrazione che c’è interesse anche se vanno decise le modalità ma si prevedono astensioni dal lavoro in tutto il territorio». Il comitato primomarzo di Reggio Emilia ieri ha incontrato anche il Pd cittadino che ha aderito, sulla scia di quello nazionale, alla giornata. Perché è anche questa la potenza dell’iniziativa che si materializzerà tra pochi giorni. Il fatto che, iniziata quasi in sordina, ha portato il Pd ad aderire in corsa e ha evidenziato le fratture del mondo sindacale. Tanto che a Bologna c’è chi dice che questa data potrebbe diventare come «il 1maggio» e rimane valido l’invito ad astenersi dai consumi e a non portare i bimbi a scuola. Anche a Rimini la giornata prevede diversi appuntamenti. Scandendo le parole: permesso di soggiorno, diritti, cittadinanza ci sarà un volantinaggio alle 11 in centro, il corteo antirazzista che partirà alle 17 dalla stazione e l’aperitivo meticcio con microfono aperto alle 19.