In crescita i prestiti familiari meno credito per le imprese

19/07/2010

Fra i molti indicatori economici, quello relativo ai prestiti bancari assume una particolare valenza proprio nei tempi di crisi che stiamo vivendo. E non fa eccezione quanto contenuto nel volume «L’andamento del credito nelle regioni italiane nel primo trimestre del 2010», diffuso da Bankitalia. Due i dati salienti: da un lato si registra l’aumento del credito concesso ai nuclei familiari mentre risulta in discesa quello relativo alle imprese; dall’altro lato emerge una tendenza territoriale, con il ricorso ai prestiti che risulta più frequente nelle regioni del Mezzogiorno. In particolare, secondo le rilevazioni di Via Nazionale, nel mese di marzo 2010 rispetto ad un anno prima i prestiti alle famiglie consumatrici sono aumentati del 4,2% sui 12 mesi, in accelerazione rispetto al dato di dicembre. E in linea con la dinamica registrata nei precedenti trimestri, il tasso di crescita dei finanziamenti bancari alle famiglie meridionali è risultato superiore a quello del CentroNord. L’aumento dei prestiti ha riguardato tutte le regioni ed è stato più sostenuto in Calabria, Molise e Puglia, dove si è attestato poco al di sopra del 7%; Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno invece registrato i tassi di espansione più bassi. Il perché di queste dinamiche è abbastanza evidente, visto che la crisi costringe un numero crescente di famiglie ad indebitarsi, e colpisce più duro nelle regioni meno sviluppate. MAGGIORI INCOGNITE Opposta la situazione delle imprese: a marzo 2010 i prestiti, corretti per gli effetti delle operazioni di cartolarizzazione, sono diminuiti rispetto all’anno precedente (-3,3%). Il calo ha riguardato esclusivamente il Centro Nord; nel Mezzogiorno i prestiti al settore produttivo sono lievemente aumentati (0,9% sui 12 mesi). Al riguardo, con tutta probabilità pesa soprattutto l’atteggiamento prudente delle banche. Infatti,
se i prestiti alle famiglie presentano meno incognite per gli istituti, sia per l’entità mediamente contenuta delle cifre erogate sia per le solide garanzie che vengono richieste, quelli erogati alle imprese hanno maggiori profili di rischio, specie in tempi difficili. In leggero peggioramento la qualità del credito, con il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti che, nella media di quattro trimestri, è lievemente aumentato rispetto ai dati rilevati per l’ultimo trimestre del 2009 sia per le famiglie (a 1,4% da 1,3%) sia per le imprese (a 2,6% da 2,5%). Quanto ai costi del finanziamento. Ed ancora, nel primo trimestre del 2010 i tassi sulle operazioni a breve termine in Italia sono scesi di un decimo di punto percentuale rispetto al trimestre recedente.