In classe scoppia l´emergenza pulizia I lavoratori in piazza, vertice col prefetto per garantire i servizi

16/02/2010

Venerdì la protesta dei lavoratori delle coop e degli addetti che puliscono le scuole si riverserà in piazza Castello. Dopo la manifestazione davanti a Palazzo Civico, cooperative e sindacati sono stati convocati dal prefetto, Paolo Padoin, che vuole capire la situazione e gli effetti della circolare ministeriale. Documento, mandato dal Miur durante le feste di Natale, che impone alle scuole di tagliare del 25 per cento i costi degli appalti già firmati con le aziende che si occupano della pulizia delle classi.
Davanti al Municipio si sono ritrovati più di 200 addetti che rischiano di essere licenziati. Al collo una domanda: «Cara Gelmini, ti sei tagliata lo stipendio del 25 per cento?». La manifestazione è stata organizzata da Fp-Cgil, Cisl-Fps e Uil-Fpl. Insieme a loro anche i vertici delle centrali delle coop, ad iniziare da Legacoop. Due delegazioni, lavoratori e rappresentanti delle aziende, sono state ricevute dal vicesindaco, Tom Dealessandri e dall´assessore alle Risorse Educative, Beppe Borgogno, che si sono impegnati per individuare una soluzione, insieme con la prefettura e all´ufficio scolastico regionale, per garantire il servizio ed evitare effetti occupazionali che rischiano di essere pesanti.
Nelle scuole è già allarme. Alcune coop hanno già inviato lettere di licenziamento o ridotto ore di lavoro. Il che vuol dire stipendi ancora più magri visto che, in media, gli addetti guadagnano circa 700-800 euro al mese. Alcuni istituti cercando di prendere tempo, visto che l´approvazione del bilancio è prevista entro fine febbraio, sperando che con gli avanzi di cassa si possa far fronte fino a fine giugno.
«È una scelta che colpisce delle persone, prima che dei lavoratori – sottolinea Massimo Esposto della Fp-Cgil – perché nel 40 per cento dei casi si tratta di portatori di handicap fisici o psichici e, per la restante parte, di genitori monoreddito con figli a carico». E aggiunge: «Al Comune chiediamo un atto di coscienza e una presa di posizione politica, considerato anche che Chiamparino è presidente dell´Anci nazionale». Già fissato un faccia a faccia con i rappresentanti locali dell´associazione dei Comuni visto che Torino è una delle zone più colpite dalla sforbiciata voluta dal ministro Gelmini.
Secondo i sindacati, in Piemonte i posti a rischio sono 2.000, di cui circa 800 nel torinese. Cgil, Cisl e Uil chiedono il ritiro del provvedimento ministeriale e il ripristino della copertura delle spese. Stesso obiettivo si pone Legacoop. «Stiamo cercando di prendere tempo evitando di lasciare a casa i dipendenti – dice Piergiorgio Crosetto de La Nuova Cooperativa – ma fino a quando potremo resistere». E il presidente di Legacoop Giancarlo Gonella aggiunge: «I posti in bilico sono circa 300, numeri che vogliono dire famiglie senza più uno stipendio ed aule e ambienti scolastici con minori garanzie igienico-sanitarie. Questo è il frutto della politica dei tagli del governo Berlusconi sul fronte dell´istruzione».