In cerca di lavoro: nelle liste di Babbo Natale

13/11/2007
    martedì 13 novembre 2007

      Pagina 27 – Società

        Reportage
        Tra i ragazzi in cerca di lavoro interinale

          Nelle liste
          di Babbo Natale

            Boutique, banche o aeroporti
            Corsa al contratto per le feste

              Elena Lisa
              MILANO

              Questa volta mi sono iscritto nelle liste di Babbo Natale in anticipo, così non mi toccherà fare, come l’anno scorso, la Befana». Antonio Comoglio, laureato in Lettere, disoccupato, ha 30 anni e, forse, non ha più l’età per mascherarsi. Il punto è che lui e la sua ragazza, 26 anni, universitaria a Torino, si travestono per lavorare. Lei, nel 2006, è stata più fortunata: lasciato il curriculum in un’agenzia interinale ha trovato posto, per tutto dicembre, come promotrice di vendita in un supermercato. Antonio, iscritto nella stessa agenzia, si è dovuto accontentare: è stato chiamato soltanto il giorno dell’Epifania per via dell’alto numero di Babbo Natale disponibili per centri commerciali e marciapiedi davanti ai negozi. Lo stipendio non è stato altissimo per entrambi: la promotrice di panettoni ha intascato poco più di 800 euro, lavorando a tempo pieno, domeniche comprese. La Befana, che distribuiva caramelle e depliant di biancheria intima nel parcheggio di un grande centro commerciale, per una settimana ne ha guadagnati 170.

              Antonio e la sua ragazza quest’anno ci riprovano. Con loro una schiera di uomini e donne, più o meno giovani che con l’avvicinarsi del Natale inseguono l’occasione di guadagnare qualche cosa o la speranza di un posto di lavoro da mantenere anche dopo le feste. I colloqui per il business del lavoro natalizio sono già partiti, l’importante è non perdere tempo, armarsi di curriculum e presentarsi nelle agenzie di lavoro o direttamente ai negozianti. O ancora confidare in Internet e spedire la domanda via e-mail. Gli stipendi lordi e regolarizzati da un contratto vanno dagli 800 agli oltre 1000 euro lordi. Dipende dal tipo di impiego, perché naturalmente non si cercano soltanto i Babbo Natale che intrattengano i bambini o gli zampognari che distribuiscano dolci e gadget. Supemercati, boutique, fast food cercano commessi e addetti ai pacchi regalo, parcheggiatori e magazzinieri. «Sì, sono molti i settori che hanno bisogno di personale per un mese o 45 giorni – conferma Wally Sinigaglia, responsabile del coordinamento nazionale dell’Adecco, la società di lavoro interinale più contattata in Italia -. Negli aeroporti, ad esempio, servono addetti al carico e scarico e al check in. Per la ristorazione ci vogliono cuochi e camerieri. Poi servono rinforzi per il settore bancario alle prese con le chiusure dei conti di fine anno. Gli stipendi? Un addetto al rifornimento degli scaffali nei supermarket può guadagnare 900 euro, per una mansione più specializzate si arriva a 1300».

              A Milano, capitale dello shopping, sono i commercianti di abbigliamento i primi a chiedere rinforzi: «Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando ho lavorato in nero per un mese in un outlet del centro a 700 euro, quest’anno ho deciso di fare il salto e provare da Prada – racconta Miriam, 24 anni, diplomata -, ma il colloquio non è andato bene». Per lavorare in via Montenapoleone e vendere a turisti giapponesi e americani, il requisito richiesto, oltre a un po’ di esperienza, è quello di conoscere almeno due lingue straniere. L’italiano non basta. Stipendio, attorno ai 950 euro.

              Chi si ritiene abile con fiocchi e nastri adesivi e soprattutto è capace di non perdere la pazienza davanti a code interminabili di clienti in attesa della confezione regalo, deve rivolgersi ai grandi magazzini che reclutano il personale valutando le domande arrivate mediante posta elettronica. Così fanno, ad esempio, catene come Rinascente e Coin. Anche le compagnie telefoniche fanno in proprio e scelgono dai curriculum arrivati sui siti i rinforzi da destinare ai call center che sotto Natale rischiano il collasso. «Quando la sera tornavo a casa, dopo una giornata in piedi passata a impacchettare regali, avevo le gambe gonfie. Ma è un sacrificio che ho fatto volentieri non solo per i 900 euro, ma anche perché è stato il primo contratto dopo tanti lavori in nero», racconta Katia, che quest’anno ha rispedito il curriculum alla Upim».

              Ci sono però anche altre possibilità per racimolare un gruzzoletto a Natale: occuparsi del cane o delle piante del vicino di casa, fuori città in vacanza, sono favori che possono far guadagnare qualche euro: «Il trattamento economico – spiegano alla Uil – quando è così privato è soggettivo. Dipende dalla durata e dalla fatica. Sotto i cinque euro l’ora, comunque, non bisognerebbe scendere. Ma il lavoro, prima di qualsiasi accordo economico, deve essere tutelato». Altrimenti si corre il rischio patito da Gianni Uberti, 19 anni, studente appassionato di montagna reduce da una brutta esperienza l’anno passato in un pub della Val Susa: «Dopo un mese in birreria ho preso 700 euro, quando ne avevamo stabiliti almeno 1100 per tutte le notti che ho passato dietro il bancone a fare panini».