In casa Cisl si discute sul «terzo mandato»

19/11/2003



 economia e lavoro


19.11.2003

Domani l’assemblea programmatica e organizzativa della Confederazione a due anni dal congresso
In casa Cisl si discute sul «terzo mandato»

Felicia Masocco

ROMA La Cisl è pronta alla conferenza programmatica e organizzativa che si apre domani al Palazzo dei Congressi
nel quartiere capitolino dell’Eur. Sarà l’occasione per fare il punto sulle strategie e i contenuti del sindacato di ispirazione
cattolica a due anni dal congresso, ma anche per riflettere su quali binari interni farlo marciare. Tra le novità quella di introdurre il «terzo mandato» è probabilmente la più rilevante. Si discuterà infatti della possibilità per tutti i componenti le segreterie, da quella di via Po a scendere, di mantenere l’incarico oltre la durata massima attualmente fissata a otto anni (quattro più quattro). Soggetti della deroga anche i segretari generali di categorie e strutture, ma non il leader: se alla fine del suo iter il terzo mandato venisse approvato non
riguarderebbe Savino Pezzotta.
Sarebbe stato proprio il numero uno del sindacato a formulare in questi termini la proposta all’ultima riunione di segreteria in cui sono stati affrontati gli aspetti più «interni» da portare all’assemblea programmatica. Non solo Pezzotta si sarebbe detto contrario a prolungare il mandato per il leader della
organizzazione, ma avrebbe anche proposto di abolire la norma dello statuto che oggi consente al Consiglio generale,
con la maggioranza qualificata di due/terzi, di prolungare il mandato del segretario generale (e solo per lui) come
avvenne per Sergio D’Antoni che ottenne il terzo incarico consecutivo anche se dopo sei mesi lasciò la Cisl per scendere nell’arena politica.
La proposta è passata con sei voti a favore su dieci membri della segreteria confederale, quindi se ne discuterà nel chiuso delle commissioni, nella tre-giorni romana dibattiti in plenaria non sono previsti né su questo né su altri argomenti. La tappa successiva sarà in Consiglio generale, l’organismo farà proprio
l’orientamento prevalente e lo passerà al congresso l’unica sede che possa modificare lo statuto.
È la prima volta che in Cisl si discute di una proroga di mandato a «pioggia», che consentirebbe a più di un segretario confederale (ma anche a leader di importanti categorie e strutture) di restare in carica quattro anni in più. È difficile trovare la «ratio» di una proposta simile senza incappare nelle indiscrezioni che nei mesi scorsi hanno battuto sulla mancata nomina di un segretario generale aggiunto per la Cisl una figura che, a differenza dei suoi predecessori, Pezzotta non ha annoverato nell’organigramma scontentando più di un candidato. L’approvazione del terzo mandato by-passerebbe la questione e la corsa alla successione (che vede un segretario
generale aggiunto in pole position) verrebbe rinviata al dopo-Pezzotta. Il leader cislino infatti se ha già annunciato la sua candidatura per il secondo mandato, si è mostrato disinteressato a restare in carica oltre. Da questo week-end potrebbe dunque profilarsi un’operazione di «ricomposizione» di una dialettica interna che se da un lato tutti dicono essere fisiologica in una organizzazione con più di quattro milioni di iscritti, dall’altro non viene mai a galla ufficialmente, non almeno sui contenuti. Come ha fatto notare lo stesso leader giorni fa, finora tutte le decisioni della Cisl prima e dopo il Patto per l’Italia sono sempre state adottate col voto unanime della segreteria.