In calo le città d’arte e il mare

25/11/2002



          24 novembre 2002


          TURISMO
          In calo le città d’arte e il mare

          Bocca (Federalberghi): più colpite le strutture a 4 e 5 stelle – Per i ricavi contrazione di 800 milioni

          Brunello Cavalli


          (NOSTRO SERVIZIO)
          RIMINI – Frena il turismo delle città d’arte. Dopo anni di crescita costante, quest’anno sono in netto calo le presenze nelle strutture ricettive delle più rinomate località d’arte italiane. I pernottamenti da gennaio a settembre, per un totale di 55 milioni, sono diminuiti del 2,6 per cento. Penalizzati soprattutto gli alberghi a 4 e 5 stelle che, per il crollo della componente straniera, registrano diminuzioni medie tra il 20 e il 25 per cento. In flessione anche località marine (-1,8%) e montane (-0,9%) mentre positivi sono i risultati del turismo termale (+10,3) e lacustre (+8,5%). Lo rilevano i dati dell’osservatorio turistico-alberghiero di Federalberghi diffusi ieri a Rimini dal presidente della federazione, Bernabò Bocca, nel corso della giornata inaugurale della 52esima edizione del Sia, il Salone internazionale dell’attrezzatura alberghiera. I pernottamenti nelle strutture alberghiere italiane sono diminuiti dello 0,4% con una flessione più accentuata degli stranieri (-0,5%) rispetto agli italiani (-0,3%). Per quanto riguarda i flussi dall’estero la flessione maggiore si registra per gli inglesi diminuiti del 7,9 per cento. Seguono statunitensi (-5,9%), tedeschi (-5,5) e giapponesi (-1,9). In termini di fatturato questo significa una contrazione di quasi 800 milioni di euro. «Il 2002 per il comparto alberghiero è stato un anno negativo, fortemente condizionato dal calo dei consumi turistici delle famiglie, dalla crisi economica della Germania e dal rischio attentati che ha tenuto lontani dall’Italia statunitensi, giapponesi e inglesi», ha commentato Bocca. Federalberghi guarda con apprensione anche all’immediato futuro. «Gli scenari per il 2003 non sembrano offrire un quadro rassicurante e l’assenza di una volontà politica di assumere misure di rilancio del turismo italiano ci fanno ben poco sperare», ha detto Bocca. Che, comunque, si augura «che la continua dialettica con il governo riesca a sortire quegli effetti che, al momento, non riusciamo ancora a vedere nella Finanziaria». Quest’edizione della Fiera riminese, in omaggio al 2002 proclamato dall’Onu anno mondiale dell’eco-turismo, è centrata sul binomio turismo e ambiente. Un tema, quello della compatibilità ambientale, sempre più seguito anche dalle aziende alberghiere che stanno comprendendo come possa rappresentare, piuttosto che un onere, un vantaggio in termini d’immagine, competitività e aumento della fiducia da parte della clientela. «Il turista che mostra una maggiore sensibilità ambientale è di classe medio-alta e dispone di un’elevata capacità di spesa – ha detto Attilio Gardini, ordinario di Econometria all’Università di Bologna – Ne consegue che, per chi opera nel turismo, l’attenzione alle tematiche ambientali finisce per diventare inevitabilmente anche un importante fattore di competitività».